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Adolescence e La regina degli scacchi

di Alberto Celani

Cinema

Adolescence

Adolescence di P. Barantini, con O. Cooper, S. Graham e A. Walters.

La polizia fa irruzione in maniera estremamente energica in una casa normalissima inglese dove una famiglia sta ancora riposando. La persona da arrestare è il tredicenne Jamie e già capiamo che l’accusa sarà di quelle gravi. Entriamo così d’impatto in questo dramma, non conoscendo alcun dettaglio ma scoprendo tutto insieme alla famiglia di Jamie.

Una miniserie tv di cui si discute tantissimo per due ragioni: la tecnica utilizzata (ogni puntata è girata in piano sequenza) e il contenuto che pretende di essere uno spaccato dei demoni dell’adolescenza in questi anni. Interessante!

Non posso parlare troppo di trama perché il bello è proprio entrare con lentezza nella vicenda mettendoci dalla parte dei protagonisti. La serie tv è di sole 4 puntate, tutte come dicevo girate in piano sequenza, cioè senza alcun taglio di scena per l’intera puntata. È una modalità molto complessa ma pur sempre già vista altrove; diciamo che aiuta molto la trama ma la sua resa non mi ha sconcertato (alcune scene, soprattutto una di inseguimento nella seconda puntata, sono chiaramente finte con il poliziotto che rallenta perché non deve prendere l’inseguito).

Non è quindi memorabile come il piano sequenza di Birdman o 1917. Le puntate non sono di uguale impatto:

  • La prima è un’introduzione spettacolare;
  • La seconda estremamente povera e con una rappresentazione della scuola e delle ideologie tra ragazzi davvero eccessiva;
  • La terza un memorabile capolavoro;
  • La quarta un po’ noiosa ma con un finale bellissimo.

La storia mi ha accattivato ma non convinto del tutto, ma alcune vette sono davvero alte.

Voto CinemaScopio: 7.5

Cinema

La regina degli scacchi

Di S. Frank, con A. Taylor-Joy, B. Camp e M. Heller.

Una bambina rimane orfana e viene portata in un istituto femminile dove viene “curata” a religione e tranquillanti. La piccola Beth, invece, troverà molto più eccitante il mondo del custode della scuola che gioca in solitaria davanti ad una scacchiera nel seminterrato.

Tra talento, droghe, alcol e crudeltà subite si delinea la storia di riscatto di Beth ai vertici del mondo scacchistico. Una storia non perfetta nella narrazione ma che ti prende in maniera ipnotica grazie al magnetismo della perfetta Anya Taylor-Joy. Solo per la sua presenza questa serie tv vale oro!

Ho riscoperto questa serie di qualche anno fa. La storia fa un po’ di acqua, molta acqua, ma se hai una protagonista del genere tutto passa in secondo piano. Una interpretazione sorprendente nella costruzione di questo personaggio immaginario ma profondamente affascinante. L’ideologia Netflix con i suoi dogmi appare sempre (droga brutta ma simpatica, fede bellina ma antipatica).

Voglio soprattutto sottolineare le diverse modalità sceniche di rappresentare le partite di scacchi che rendono tutto esaltante anche a un occhio non per forza erudito sul tema. Sarò ripetitivo, ma senza la protagonista questa storia non sarebbe stata neanche la metà di quel che è. PS: il titolo italiano rispetto all’originale “Gambetto di donna” è molto meno potente.

Voto CinemaScopio: 8-

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