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Agostino di Ippona

di Enzo Napoli
Il mistero dell’unità
Il Discorso 229 di sant’Agostino
Nel Discorso 229 Agostino, dopo aver precedentemente spiegato quanto accaduto nel “sacramento del fonte”, si rivolge ora con dolcezza e profondità ai neofiti e ai fedeli, invitandoli a meditare sul significato profondo del “sacramento della mensa”.
Il pane e il vino come Corpo e Sangue di Cristo
Il pane e il vino, pur conservando la loro apparenza materiale, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo, nutrimento non più per il corpo, ma per lo spirito. Il sacramento eucaristico infatti non è solo un rito esteriore, ma un’esperienza di comunione viva con Cristo che trasforma profondamente chi lo riceve.
La comunione come unità
Il cuore del discorso del vescovo di Ippona è infatti proprio la comunione, intesa come mistero di unità che il pane e il vino esprimono. Partendo dalla citazione dell’Apostolo Paolo: «Uno solo è il pane» (1Cor 10,17), Agostino spiega che questo pane unico rappresenta il corpo di Cristo, di cui tutti i fedeli sono membra. L’Eucaristia diventa così il sacramento dell’unità, capace di unire in un solo corpo molti fedeli, superando ogni divisione umana.
L’analogia del pane e del vino
Con una suggestiva analogia, Agostino paragona la formazione del pane, dalla trebbiatura alla cottura, al cammino spirituale del cristiano. I digiuni, le penitenze e le vegli sono la trebbiatura; gli esorcismi e il battesimo rappresentano rispettivamente la macinatura e l’impastatura; le tentazioni e le prove sono il fuoco che purifica e rafforza la fede. Questo processo, se vissuto nella carità, unisce i credenti in un unico corpo, così come i chicchi di grano diventano un solo pane.
L’unità attraverso il sangue di Cristo
Analogamente al pane, anche il vino, ottenuto dalla pigiatura degli acini, simboleggia l’unità nel sangue di Cristo: «Come dunque da tutti quei chicchi di grano, radunati insieme e in qualche modo uniti tra di loro nell’impastatura, si forma un unico pane, così nella concordia della carità si forma un unico corpo di Cristo. E quel che il corpo di Cristo dice attraverso i grani, il sangue lo dice con gli acini. Anche il vino infatti esce dalla pigiatura e quel che era separatamente negli acini confluisce poi in una cosa unica e diventa vino. Perciò sia nel pane che nel calice è presente il mistero dell’unità».
Conclusione: nutrimento spirituale e comunione
Attraverso il Sangue di Cristo, siamo dunque chiamati a vivere nella carità e nell’unità, nutrendoci non solo di un cibo materiale, ma di una vita nuova, spirituale e comunionale.
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