Dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Beau ha paura e Everything Everywhere All at the Once

di Alberto Celani

Cinema

Beau ha paura

di A. Aster, con J. Phoenix, P. LuPone, A. Ryan.

Mai titolo più azzeccato, Beau ha paura di tutto ed ha particolarmente ragione perché tutto ciò che di male può accadere lo farà oltre ogni possibile immaginazione. Non credo si possa descrivere diversamente questo film, le vicende sono così assurde che ci si limiterebbe ad una serie infinite di descrizioni ma che non arriverebbero mai a decifrarne il cuore. Ecco, forse per indicarvi il
motore di tutto direi così: Beau deve andare a visitare la madre, un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità. Un film assurdo, che gli stessi autori descrivono kafkiano; sono d’accordo ma solo in parte. Un progetto enorme e folle frutto di un’umanità assurda e folle come i nostri tempi e senza speranza. Ridonateci la speranza!

Ari Aster è un regista che piace da morire ai critici e molto poco al pubblico. Ho visto il suo primo film osannato dai giornali: Hereditary, un horror noioso, altezzoso, di un demoniaco quasi compiaciuto. L’ho trovato orribile (anche se scenograficamente impeccabile). Il suo secondo film era su quella scia lì, non ho avuto alcuna tentazione di vederlo. Questo? Non lo so, qualcosa mi attirava, gli ho dato un minimo di credito. Film impacchettato alla perfezione, c’è tutto tranne il cuore, un filo, e secondo me è una cosa grave. Stiamo cioè dicendo così che le narrazioni sono morte o dovrebbero morire e io ne sono molto spaventato. Kafka? Beh, il film ha molto de La metamorfosi e ll processo, riferimenti evidentissimi, ma Kafka non lo reputo uno contro la narrazione, la sua riflessione è più sull’ineluttabilità e sulla colpa, qui per me invece si è stati troppo pretestuosi.
Voglio dividere la pellicola in parti: la prima è assurda, a tratti anche molto divertente, sembra un tipo di film che mi può anche piacere; nella seconda, cioè dopo la fuga nel bosco, si raggiunge anche una certa liricità che stacca con il precedente (la parte animata è eccezionale) ed è molto intrigante, sofferta, direi anche vera nella sua drammaticità; terminato violentemente il momento boscoso si arriva alla terza parte dove si perde tutto, si vuole dare un’interpretazione psicologica o anche direi una parodia dell’interpretazione psicologica, siamo nella mente dell’autore e io sinceramente inizio a chiamarmi fuori, non fa per me; voglio contemplare anche una quarta parte (perché per me è diversa dalla terza) che è l’epilogo (proprio gli ultimi cinque minuti) che sembra un’uscita teatrale (già vista), plagio mal fatto di Kafka, fintamente profonda.
Artisticamente e teatralmente bellissimo, direi per una volta: “impara l’arte e mettila da parte, però ricordati di chiuderla chiave a di buttare le chiavi in mare”. Troppo, troppo, troppo!

Voto CinemaScopio: 6 (come media tra un 8 estetico e recitato e un 4 di sceneggiatura)

Cinema

Everything Everywhere All at Once

di The Daniels, con M. Yeoh, S. Hsu, K. H. Quan 

Un’immigrata cinese ha una lavanderia piena di debiti, un marito buonissimissimo ma fessacchione, una figlia lesbica e un sacco di debiti.
Ovviamente è il personaggio ideale per essere chiamata da un’altra dimensione a salvare l’umanità da una minaccia oscura. Gente! È il film dell’anno, ha vinto tutto, tutto tutto tutto, ha spopolato in tutto il mondo, premi come film, sceneggiatura, tutti gli attori, ma che meraviglia, come fare a non vederlo? Ecco, basta non vederlo!
Un film raccapricciante, sopravvalutato, politico (nel senso che spiegherò dopo), volgare solo per il vezzo di esserlo. Ecco, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dire “Il re è nudo”, oppure come direbbe Fantozzi “è una cagata pazzesca”. Misericordia!

Ma come si fa! Ma perché ormai il mondo cinematografico è schiavo di queste cose? Un film che parla di minoranze etniche, di mondo LGBTQ+ deve essere per forza premiato e osannato? Anche i migliori registi come Spielberg che fanno i complimenti, ma di che?
Per carità la regia è anche molto dinamica, il ritmo c’è, anche se a tratti frena repentinamente, ma manca tutto il resto. La storia non ha mordente, anche nella sua assurdità non ha senso.
Perché nelle diverse dimensioni del multiverso i personaggi sono sempre gli stessi, non mi pare credibile, dovrei incontrare persone diverse, cioè può cambiare l’anatomia umana ma i personaggi no? Ma dai! E poi il fatto al centro di tutto che cos’è? Una protesta adolescenziale perché il mondo è brutto, cattivo e non ha uno scopo? E la soluzione che si trova? Ci mancava un girotondo finale e tutto si risolveva prima. E le scene d’azione? Ma perché! Divertenti? Boh, forse la prima, la seconda, poi basta.
Lo so non si è capito nulla di quanto ho detto, ma davvero è difficile esprimersi, chiedo solo a chi avesse avuto lo schiribizzo di vederlo: ma vi sembra davvero una soluzione vera e profonda? Ma vi sembrano davvero le interpretazioni attoriali che meritano tanto plauso? A me sembra un film giudicato così perché era “importante” giudicarlo così. A favore degli autori dico solo che non è un film nato per stravincere, era un film indipendente che voleva dire le sue cose e basta. Poi è entrata la “moda” eh sì, questo film si sposava bene con le idee del secolo. Voglio essere chiaro: su questi temi ci sono ottimi film, su ogni tema si può fare un ottimo film, ma il tema non fa da solo un film (ma oggi pare di sì).
Brutto!

Voto CinemaScopio: 3

Condividi          

Editoriale

Password

Colloqui con il padre

NSDS Gennaio 2025

Ultimo numero

Nel Segno del Sangue

La nostra voce forte, chiara e decisa sulla società, sul mondo, sull’attualità, sulla cultura e soprattutto sulla nostra missione e vita spirituale come contributo prezioso alla rinascita e allo sviluppo della stessa Chiesa.

Abbonati alle nostre riviste

Compila il modulo on-line con i tuoi dati e riceverai periodicamente il numero della rivista a cui hai deciso di abbonarti.

Le nostre riviste

Primavera Missionaria: il bollettino di S. Gaspare
Nel Segno del Sangue: il magazine di attualità dell’USC
Il Sangue della Redenzione: la prestigiosa rivista scientifica.

Copertina Primavera Misionaria
Copertina Nel Segno del Sangue
Copertina Il Sangue della Redenzione