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Catechesi e Preghiera “Il frutto al 30 per uno”

Da Redazione

Canto iniziale: : Spirito creatore

Esposizione eucaristica

Dal Vangelo secondo Matteo (13,3-9.23):
«“Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti.
[…]. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno”».

L’ASCOLTO DELLA PAROLA PURIFICA IL CUORE

La parabola del seminatore ci ha aiutato a vedere le tre grandi patologie dell’ascolto che impediscono di accogliere in noi la Parola di Dio lasciandoci con un cuore chiuso, indurito, malato. Se ci pensiamo bene è davvero necessario che il nostro cuore sia docile in tutti e tre i significati che abbiamo visto. Il seme lungo la strada, sui sassi e tra i rovi simboleggiano dunque tre modi sbagliati di porsi verso la Parola di Dio, come anche verso gli altri. Il nostro combattimento di ogni giorno consiste in questo: ascoltare solamente ciò che comprendo, solamente ciò che mi piace e solamente ciò che non mi costa niente oppure invece essere docile e aprirmi alla volontà di Dio, anche quando non la comprendo subito, non mi piace e mi richiede delle scelte ben precise. Pensiamo, per esempio, come anche nel matrimonio se una persona si sposa con un’altra, la quale non ascolta e rifiuta ciò che non comprende, non ascolta e rifiuta ciò che non gli piace, non ascolta e rifiuta ciò che gli costa qualcosa, è evidente che un matrimonio del genere non potrà che fallire, perché manca l’ascolto autentico. Ora come possiamo vedere il quarto caso della parabola è quello che ha successo: è il terreno buono che dà frutto. Tuttavia, il vangelo specifica anche la quantità di questo frutto, notando che può essere di cento, ma anche di sessanta e di trenta. Ovviamente il risultato è sempre positivo, tuttavia viene fatta questa differenza.
Una lettura di questa differenza può essere quella classica, tanto cara anche al nostro San Gaspare, delle tre vie della vita spirituale. Tutti, infatti, siamo chiamati a gustare la pienezza della vita – Gesù lo dice chiaramente: «io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10) – per cui è chiaro che tutti siamo chiamati al “cento per uno”, pur tuttavia esiste una gradualità in cui vediamo sempre più crescere il nostro bene e il nostro amore. Lasciamoci guidare dalla pedagogia di Cristo, che vuole vederci colmi di bene. Il primo stadio della vita spirituale non può essere che quello di vedere in noi sempre più il distacco dal male e la scelta del bene, cioè vediamo come la guarigione del cuore che deriva dall’ascolto della Parola di Dio consiste anzitutto in un cuore che si purifica nella rinuncia a tutto ciò che si caratterizza per essere totalmente contrario all’amore e alla comunione.

Canto: Ora che sei qui

Dalla lettera ai Galati (5,14-23): «Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge». 

IL FRUTTO DELLO SPIRITO E LE OPERE DELLA CARNE

Tutto questo possiamo meditarlo attraverso le parole di San Paolo nella Lettera ai Galati. Si può infatti considerare la nostra vita spirituale in questa prima cesura tra le opere della carne e il frutto dello Spirito. Il comandamento fondamentale è l’amore di Dio e del prossimo, per cui l’ascolto della Parola di Dio con docilità, perseveranza e discernimento (così come abbiamo visto negli incontri precedenti) non può non comportare uno stacco, una svolta con un lasciare alle spalle con un taglio secco tutte le opere dell’io individualista. Se andiamo a leggerle si caratterizzano proprio per l’egoismo e l’isolamento, infatti sono perlopiù queste: inimicizie, discordie, gelosie, dissensi, fazioni e invidie. San Paolo ci aiuta a capire in cosa consiste il primo grado della vita spirituale, il primo 30% di profitto che dà il seme della Parola quando è ben accolto nel terreno. Ecco i primi frutti: si taglia con le divisioni, con tutti gli egoismi delle inimicizie. Viene abbattuto il muro delle invidie e delle rivalità. Già questa è la bellezza del terreno buono. Davanti al mistero di Gesù presente nell’eucaristia possiamo contemplare davanti a noi il Suo Corp intero. Gesù nell’ostia davanti a noi non è solo. Non siamo in preghiera “io con il mio Gesù”, ma ogni volta che viviamo l’adorazione dobbiamo essere ben consapevoli che davanti abbiamo il Corpo di Cristo: Gesù con tutta la chiesa, con tutti i fratelli e sorelle di sempre. Ci sono davanti a me con Gesù anche le persone che non sopporto, con cui ho litigato, con cui sono in rotta. Nell’eucaristia davanti a me c’è il Cristo totale. Che bello poter vivere con questo orizzonte: lasciare le opere del diavolo e della divisione per scegliere lo Spirito, che è comunione.

Padre Nostro
Preghiamo.
Guarda, o Padre, al tuo popolo, che professa la sua fede in Gesù Cristo, nato da Maria Vergine, crocifisso e risorto, presente in questo santo sacramento e fa’ che attinga da questa sorgente di ogni grazia frutti di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Benedizione eucaristica
Canto finale: Il mio cuore bruci

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