Primavera Missionaria News. Dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Catechesi e Preghiera “La stanza da letto”

Di Giacomo Manzo

Canto iniziale: : Scendi su di noi

Esposizione eucaristica

Dal Cantico dei Cantici (Ct 1,2-4.12-17; 2,1-6): «2Mi baci con i baci della sua bocca! / Sì, migliore del vino è il tuo amore. / 3Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, / aroma che si spande è il tuo nome: / per questo le ragazze di te si innamorano. / 4Trascinami con te, corriamo! / M’introduca il re nelle sue stanze: / gioiremo e ci rallegreremo di te, / ricorderemo il tuo amore più del vino. / A ragione di te ci si innamora!
12Mentre il re è sul suo divano, il mio nardo effonde il suo profumo. 13L’amato mio è per me un sacchetto di mirra, passa la notte tra i miei seni. 14L’amato mio è per me un grappolo di cipro / nelle vigne di Engàddi. / 15Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! / Gli occhi tuoi sono colombe. / 16Come sei bello, amato mio, quanto grazioso! / Erba verde è il nostro letto, / 17di cedro sono le travi della nostra casa, / di cipresso il nostro soffitto. 1 Io sono un narciso della pianura di Saron, / un giglio delle valli. / 2 Come un giglio fra i rovi, / così l’amica mia tra le ragazze. / 3 Come un melo tra gli alberi del bosco, / così l’amato mio tra i giovani. / Alla sua ombra desiderata mi siedo, / è dolce il suo frutto al mio palato. / 4 Mi ha introdotto nella cella del vino / e il suo vessillo su di me è amore. / 5 Sostenetemi con focacce d’uva passa, / rinfrancatemi con mele, / perché io sono malata d’amore. / 6 La sua sinistra è sotto il mio capo / e la sua destra mi abbraccia».

M’INTRODUCA IL RE NELLE SUE STANZE

Questo testo è l’inizio del Cantico dei Cantici, il cantico d’amore per eccellenza della Bibbia, in cui l’amore dell’amato e dell’amata è simbolo di quello tra Dio e l’uomo, tra Dio e il suo popolo, e – per noi cristiani – tra Cristo e la Chiesa oltre che tra Cristo e ogni persona. Si comincia proprio nel prologo con la parola alla sposa che esprime il desiderio dello sposo. Il paragone del suo amore è subito con il simbolo del vino. Il desiderio però non si quieta se non nell’unione completa tra lo sposo e la sposa. Il bacio c’introduce nella dimensione più intima e richiama quel soffio vitale (nefesh) che il Signore ha alitato nell’uomo: il respiro. Al bacio si aggiunge il profumo e, quindi, si richiede la più profonda intimità, l’uscita dall’esteriorità per entrare nella camera segreta, il talamo, la stanza da letto laddove si consuma l’amore, nasce la vita e dove la fedeltà e l’unione vincono anche la morte. L’amore più profondo non può tollerare di manifestarsi fuori di un suo luogo segreto. La Chiesa come casa ha, dunque, anche questa cripta intima in cui la nostra vita è, appunto, nascosta (kékryptai) con Cristo in Dio (Col 3,3).
Ce ne accorgiamo che si parla della stanza dell’amore perché alla fine il passaggio è inequivocabile. La mano sinistra dell’amato è sotto la testa della sposa e la mano destra invece la sta abbracciando.
Siamo chiaramente nella posizione e nell’atto dell’amore. Quest’unione è indicata anche con le parole dell’amata: «alla sua ombra desiderata mi siedo». Il termine “ombra” è fortemente simbolico perché fa spesso riferimento alla presenza e azione di Dio sia nel senso di protezione, come nel Salmo 121 («Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra»), ma anche nel senso di intimità e fecondità, come nel brano stesso dell’Annunciazione a Maria quando l’angelo Gabriele dice: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra» (Lc 2,35). È evidente che qui il senso usato è proprio questo secondo. L’ombra è il luogo dove l’incontro con il Signore ci fa rinascere e fa nascere cose nuove.
Un uomo nuovo nasce perché viene fecondato spiritualmente. Quando nella preghiera ci mettiamo all’ombra di Dio e della sua Parola il nostro cuore non può non cambiare, rigenerarsi, rinnovarsi.
Per questo l’intimità con il Signore è ciò che fonda la nostra vocazione e la missione di tutta la Chiesa.

Canto: Potevo solo farmi uomo

LA CELLA DEL VINO

San Gaspare ha spesso commentato nei suoi testi più mistici questo brano del Cantico. Egli scrive nel Direttorio per guidare le anime alla perfezione che «il Signore ama di condurci nella sua Cella vinaria e lì vuole perfezionarci nel suo amore, fino a divenire santamente ebbri di questo amore», proprio «al fine di poter gustare di quel vino misterioso che simboleggia l’amore santo e divino».
San Gaspare fa qui il paragone tra il vino “temporale” e quello “mistico”. Come il primo «toglie il languore nello stomaco e rinfranca le forze del corpo», così il secondo «toglie la languidezza nella vita devota e ci dà forza a mantenerci vigorosi nell’operare il bene». Ma c’è una differenza, che laddove il primo «esige moderazione e sobrietà», circa il secondo ne è salutare invece divenire ebbri.
San Gaspare dice poi chiaramente che questa Cella è quella dell’“amabilissimo Cuore di Dio”. Questa Cella per San Gaspare è come l’incontro più profondo tra il cuore dell’uomo e il cuore di Dio.
Nelle sue Lettere per gli esercizi spirituali riprende questo brano e ci fa vedere come Cristo è il re che c’introduce nella cella del vino, che è il Suo stesso cuore che contiene il suo Preziosissimo Sangue, il Suo Amore infinito. La nostra anima, infatti, può trovarsi spesso in uno di questi tre stati diversi: lo scoraggiamento, la tribolazione o la tristezza. Per questo San Gaspare, meditando questo brano, così c’invita: «Amatissimi in Gesù Cristo, è tempo che ci diamo a coltivare la vigna della nostra anima, che viviamo in pace i travagli sotto il torchio delle presenti tribolazioni, e l’amor di Gesù figurato al vino (il Suo Sangue) toglierà il nostro languore, provvederà al nostro abbattimento, ci darà conforto e vigore». «La Croce di Gesù» − dice San Gaspare − «è il talamo!», cioè il luogo dove si vive l’amore con Dio e, quindi, ci esorta: «le nostre anime anelino agli amplessi, i più teneri di dilezione verso Gesù che per amore ci ha redenti, che con amore ha versato tutto il suo Sangue, e per esso noi abbiamo la nostra casa misteriosa nel suo Cuore». «…Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore».

Condividi          

Editoriale

Password

Svolta

Svolta

Nella vita di ciascuno di noi…

Colloqui con il padre

Altri in evidenza

Altri in evidenza

Nel segno del sangue

Ultimo numero

Nel Segno del Sangue

La nostra voce forte, chiara e decisa sulla società, sul mondo, sull’attualità, sulla cultura e soprattutto sulla nostra missione e vita spirituale come contributo prezioso alla rinascita e allo sviluppo della stessa Chiesa.

Abbonati alle nostre riviste

Compila il modulo on-line con i tuoi dati e riceverai periodicamente il numero della rivista a cui hai deciso di abbonarti.

Le nostre riviste

Primavera Missionaria: il bollettino di S. Gaspare
Nel Segno del Sangue: il magazine di attualità dell’USC
Il Sangue della Redenzione: la prestigiosa rivista scientifica.

Copertina Primavera Misionaria
Copertina Nel Segno del Sangue
Copertina Il Sangue della Redenzione