Primavera Missionaria News. Dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

David Maria Turoldo

Di Pierino Montini

Siccità. Carestie. Barconi. Guerre.
Ucraina… ed altro. Tanto. Troppo: tutto sembra precipitare sempre più velocemente nel baratro dell’insignificanza e del nulla, anche se intriso di sangue umano. Nonostante ogni stilla di sangue costituisca la medialità che, posta tra il significato espresso da una parte dal corpo e dall’altra dallo spirito, fonda il nostro essere fratelli di Gesù. Il sangue ed il corpo di Cristo segnano il frontone-architrave che dà ingresso alla casa di Dio. Era questa la soglia che eravamo intenzionati a sorpassare per entrare nella casa-poetica di padre Turoldo. Era la parola sangue, alla quale avremmo voluto ispirarci per illustrare il senso della sua testimonianza all’amore di Dio donato a tutti, accompagnandoci ad un poeta i cui testi preferiti, che portava sempre con sé, erano la Bibbia e Lettere dei condannati a morte della resistenza. Del resto quale altro sapore avrebbe potuto avere un seme, nato nel corso delle prima guerra mondiale e donato al Padre eterno a favore degli uomini, cioè ordinato sacerdote, in piena seconda guerra mondiale? Così, proprio perché nel corso della rilettura delle sue opere è scoppiata, si dice così ma non è proprio così, “la guerra tra Russia ed Ucraina”, abbiamo sentito l’urgenza di accantonare il tutto e di riportare alcuni brani di un’omelia tenuta dal padre servita il 20 gennaio 1991, presso l’abbazia di Fontanelle di Sotto il Monte, paese di papa Giovanni XXIII e luogo di residenza e di sepoltura di Turoldo. Del resto papa Francesco, nella celebrazione delle Palme del 10 aprile 2022, ha sottolineato: «Nella follia della guerra si torna a crocifiggere Cristo». Si era al quarto giorno dallo scoppio della guerra del Golfo. Padre Turoldo: «Vi saluto… E grazie per essere venuti qui a pregare… in giornate così disgraziate. Vorrei dire quasi sotto il segno della maledizione… ricordatevi che siamo tutti attori non spettatori, perché nessuno è svincolato. Tutto tiene, il tessuto è unico. Non mi stancherò mai di dire quello che diceva Santa Teresa, la grande: “Non c’è un peccato nel mondo di cui io non sia responsabile. Come per fortuna non c’è un bene del quale io non sia partecipe”… Lo diceva anche Gorbaciov: “La terra è un’unica nave su cui siamo tutti imbarcati e non possiamo permetterci che affondi”… Il corpo è uno, il mondo è uno, Dio è uno, l’uomo è uno… La guerra non ha risolto mai nulla né mai risolverà. Mai. E questa è una sconfitta… e poi non c’è più nemmeno il concetto di vittoria… Non c’è mai atto di odio che non moltiplichi altro odio all’infinito. Pensate, in questo momento un miliardo e più di uomini che odiano tutto l’Occidente, lo odiano a sangue, perché lo considerano sempre un aggressore, e sono secoli che aspettano la vendetta, e invece Dio dice: “A me la vendetta, a me la giustizia. Tu, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare, e se ha sete, dagli anche da bere”, perché chi ammazza Caino, sarà ucciso sette volte… Devo dire che se qualcuno dirà di vincere, è sempre sconfitta… La guerra è fanatismo, è odio. Per questo Dio ha inviato suo figlio perché gli uomini non si odino più. Per questo ha accettato di morire, perché gli uomini non si ammazzino più. È la croce l’unica bandiera di pace tra cielo e terra, con le braccia sempre allargate ad implorare.
La guerra è una sconfitta della religione, dal momento che questo messaggio non è diventato coscienza operante… Questa non è neppure una guerra, ma è peggio: è un crimine dei potenti impazziti contro l’umanità… E anche tu, Dio sei più sconfitto di noi
Affiorano tutte la ragioni per cui possiamo e dobbiamo pregare, facendoci voce perfino dei disperati, perché io raccolgo anche le bestemmie da mettere sulla patena: “Nelle tue mani, Cristo, affidiamo le grida degli oppressi e degli uccisi, perché tu dalla croce converta ogni gemito in canto d’amore e perchè venga il regno del Padre”. Questa è la ragione per cui si deve pregare…». (continua)

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