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Don Matteo Ciuffreda nuovo sacerdote dei Missionari del Preziosissimo Sangue

Da Redazione

Pubblichiamo l’omelia del card. Angelo De Donatis nella celebrazione della santa messa con l’ordinazione presbiterale di 11 nuovi sacerdoti, che si è tenuta il giorno 8 maggio nella Cattedrale di San Giovanni in Laterano a Roma. Tra questi nuovi sacerdoti c’è anche il Missionario del Preziosissimo Sangue don Matteo Francesco Ciuffreda.

Carissimi figli candidati all’ordine del presbiterato. Lo Spirito Santo si effonde oggi su tutti noi, su tutti attraverso il dono che viene concesso ad alcuni fratelli.

Non è un regalo privato, elargito per la bravura personale o le virtù individuali, ma un dono comunitario che attraverso alcuni fratelli raggiunge tutti noi che speriamo nel risorto.

Oggi al centro non ci sono questi diaconi ma la chiesa, la chiesa che sperimenta ancora una volta quanto il Buon Pastore la ami, proprio inviando nuovi ministri secondo il Suo cuore.

Cari diaconi il Signore vi chiama per nome uno ad uno, sa tutto di voi, vi conosce bene, conosce le vostre cadute e le vostre paure, così come la bellezza che portate nel cuore.

Attraverso voi desidera dare una carezza di consolazione alla Sua chiesa, desidera rialzarla, orientarla, condurla. È Lui il Buon Pastore che conduce ai pascoli eterni e allora ricordate sempre: non siete voi al centro della scena, siete, siamo solo operai pagati a giornata, non protagonisti, o liberi professionisti.

Oggi nasce la vostra vocazione perché la chiesa vi ha scelti per il ministero e da questo momento, dunque, la chiamata è certa, ma c’è tutto da imparare nuovamente. Il Seminario, le parrocchie, quelle di origine e quelle a cui siete destinati, le vostre famiglie hanno vagliato la creta, hanno ammorbidito il materiale di base, adesso tocca al santo popolo di Dio, a cui siete destinati, tocca plasmarvi, farvi uomini trasparenti, prudenti, rispettosi.

Cari figli, siate umili, ricordate la gente, i santi che sono nascosti tra noi, ne sanno molto più di voi in fatto di vita cristiana e allora imparate rimanendo discepoli, e se lo farete sarete maestri nella fede.

Popolo di Dio, cristiani di Roma, guardate questi diaconi, sono vostri fatene dei Padri, incoraggiateli, correggeteli. Quando diranno cose evangeliche ascoltateli e obbedite, ma quando, tentati dalla superbia, alzeranno un po’ la testa ridimensionateli. Se necessario date loro quelle dolci umiliazioni che servono a progredire, servono a maturare. Fatevi carico del loro progresso, nessuno cresce da solo, nessuno, e soprattutto amateli, tutti abbiamo bisogno di essere voluti bene, accettateli, non sono super eroi, ma dei cristiani di buona volontà. Ricordate sempre che sono ordinati per edificare la chiesa con la Parola e i Sacramenti. Chiedetegli questo, non chiedetegli cose mondane o secondarie. Avete una grande responsabilità: loro diventeranno le domande che gli rivolgerete, se domanderete loro l’essenziale saranno preti di sostanza, altrimenti rischieranno di perdersi nell’accessorio.

E, cari parroci, a titolo speciale, a voi sono affidati questi diaconi. Dalla vostra vicinanza impareranno l’arte della prudenza, l’arte del ricomporre i dissidi, di includere chi fa fatica. Insegnate la fedeltà al Vangelo, il decoro, la cura nell’amministrare i Sacramenti, la passione nel preparare l’omelia, mi raccomando, e la catechesi. Due cose, in particolare, vi raccomando con il cuore in mano: prima di tutto aiutateli a pregare sul serio, ad intercedere per gli altri come Cristo Sacerdote Eterno e in secondo luogo insegnategli a collaborare, a fare le cose insieme, nessuno può sobbarcarsi da solo l’onere del ministero.

Cari parroci sarete con la vostra esperienza e presenza il modello concreto di come si può essere preti contenti di vivere, felici di essere preti.

Queste sono le cose che volevo ricordarvi oggi, cari diaconi siete giunti alla soglia di un grande mistero, ce lo siamo detti in questi giorni durante gli esercizi spirituali: il grande mistero della via che Dio ha percorso nel cuore di ciascuno di voi fin dal Battesimo.

Bella quella frase che aggiunge sempre Papa Francesco nelle ordinazioni: «Il Signore porti a compimento l’opera di bene che in te ha iniziato fin da bambino». È un mistero grande, vi si apre davanti una meravigliosa mistagogia: da oggi iniziate a diventare sacerdoti entrando nell’officina del presbiterio diocesano, in u processo di conformazione, che si concluderà in Paradiso.

Conservate sempre la voglia di crescere, ricordando che Dio, come a Cana, serve il vino buono alla fine.

E allora coraggio, mai paura, il meglio deve ancora venire, e vi affidiamo alla Madonna che oggi, in questa giornata, ricordiamo in modo particolare. Sia lei ad essere vostra madre, la Madre di Dio sia vostra madre e sia maestra spirituale del vostro cammino quotidiano. Amen

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