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Educare: bisogno antico e sempre nuovo

di Gregorpaolo Stano  

La contemporaneità che viviamo ha i tratti di un tempo complesso e spesso capita di sentire che le cose non sono più come una volta. Sicuramente il presente ha delle grandi novità rispetto al passato ma questo si può affermare sempre nel corso della storia: ogni generazione progredisce (o regredisce) nelle scoperte, nella comprensione della realtà e degli altri. Qualunque sia il modo, la storia dell’uomo non può restare immobile perché il mondo nel quale siamo immersi spinge a cercare soluzioni ai diversi temi che ci vengono sottoposti. E spesso il modo migliore che abbiamo per comprendere la realtà è guardare i grandi del passato, conoscere i maestri, i loro pensieri e ciò che oggi ci suggeriscono. Il libro “Educare: bisogno reciproco e reciproca donazione” di Fernando Parrotto Rizzello, edito da Kimerik, compie un autentico cammino pedagogico in compagnia di tre grandi personaggi che si sono occupati di educazione: Tommaso d’Aquino, Maria Montessori, Luigia Tincani.  

Cosa potrà mai tenere insieme (senza confonderli) questi tre giganti? Per avere una risposta più completa ed esaustiva non si può far altro che leggere questo interessante volume ma un aspetto lo possiamo sottolineare: hanno avuto a cuore non solo gli interessi degli educati ma anche degli educatori. Probabilmente uno degli errori che compiamo oggi in tema di educazione è sganciare il maestro dal discepolo. Tommaso, Maria e Luigia, invece, tengono insieme questi due protagonisti del processo educativo e Parrotto Rizzello ha voluto sottolineare questo aspetto proprio con quella “reciproca donazione” della quale si fa menzione fin dal titolo. La mutua donazione qualifica e caratterizza pienamente sia il ruolo dell’educatore che il cammino dell’educato e mentre il primo si affianca nel cammino, il secondo fiorisce come un ramo allo spuntare della primavera.  

La reciproca donazione diventa, così, un atto di carità, un amore che non può trattenere nulla per sé ma che si comunica per il bene dell’altro. L’educare si plasma come progetto di vita che si sviluppa in forme nuove (Luigia Tincani fonda una congregazione religiosa che vedrà nella scuola la sua missionarietà), in nuovi contesti (Maria Montessori parlerà di frontiere educative in tutta Europa e non solo), in dialogo con altre discipline (Tommaso d’Aquino riuscirà a far dialogare, sui temi educativi, teologia e filosofia).  

Tuttavia, bisogna porre attenzione. Può capitare di correre il rischio che i temi educativi subiscano la stessa sorte delle grandi partite di calcio: in occasione dei Mondiali, per esempio, tutti diventiamo un po’ Commissari Tecnici della Nazionale. E così, soprattutto in tempi di crisi, tutti diciamo la nostra in ambito educativo e pensiamo di risolvere i problemi (anche i più spinosi) con l’espressione “Bisognerebbe educare a…”. Il libro di Fernando Parrotto Rizzello chiama a deporre questi tre grandi maestri che non solo hanno parlato di un modo diverso di concepire il processo educativo ma lo hanno vissuto e applicato in prima persona. Grazie a questo testo ci è data la possibilità di scoprire e approfondire che l’educazione è cosa graduale e che non può essere calata dall’alto, standardizzata per tutti. Se è vero che ogni uomo e donna è individuo inserito in un processo educativo come prescindere da un approccio che guardi la singolarità della persona, il “tu” che mi sta davanti, cercando di comprendere quale sia l’interrogativo che l’altro mi suscita e come poter cercare, insieme, i percorsi più consoni per crescere?  

Diversi sono i pregi del libro del dott. Parrotto Rizzello e coloro che vorranno accostarsi al testo avranno modo di scoprirli ma uno mi è particolarmente caro: si tratta di un testo per tutti. Sì, perché la questione educativa è questione per tutti coloro che, più o meno esperti, in punta di cuore si avvicinano al meraviglioso viaggio che conduce maestro e discepolo a scoprire che non esiste nulla di più liberante che riconoscersi bisognosi di donare e desiderosi di ricevere. Buona lettura. 

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