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Gesù ospite nostro e pellegrino

Di Luciano Bugnola, CPPS

Gesù ospite nostro e pellegrino

Non abbiamo una strada già segnata da percorrere, come dice il profeta Isaia al capitolo 36° del suo Libro. Io dovrò bere l’acqua del mio pozzo, ricordando però che la mia acqua è Cristo, perché Lui è la Via, la Verità, la Vita, Lui e nessun altro, anche se spesso ci vien detto di imitare il tale o talaltro santo. Quando tale santo verserà il suo sangue per me e mi salverà, allora diventerà il mio modello. Sangue di Gesù, cuore di Gesù, perché non anche i piedi di Gesù? La giornata di Gesù è tutto un andirivieni per la sua movimentatissima quotidianità.
Di giorno sempre su strada per intrattenersi o parlare con la gente. Verso il tramonto via su qualche monte dei paraggi a pregare, in solitudine. Ma all’alba del nuovo giorno giù di nuovo per incontrare la sua gente, guarire, perdonare, istruire = amare. Anche i piedi di Gesù ci raccontano la sua dedizione per gli uomini.
Ospite, ma anche pellegrino, addirittura prima di nascere, nel grembo della Madre, da Nazaret a Betlemme, e poi la fuga in Egitto. Ed ora il Signore accompagna il nostro viaggio terreno verso la meta conclusiva. Il popolo d’Israele aveva un deserto da attraversare, il nostro deserto è la vita. È bello essere stati liberati dal Sangue del Signore e rimanere liberi, ma la salvezza finale ha un prezzo. Popolo in cammino siamo noi cristiani.
Grazie al cielo sta diventando prassi sempre più diffusa nel popolo la pratica dei pellegrinaggi, e sembra che la natura voglia aiutare l’uomo a camminare. Il cammino è il ritmo naturale del nostro essere uomini. La struttura fisica e mentale si è adattata alla misura del passo: il battito del cuore, il respiro, il movimento degli occhi.
È bello sottolineare questa simpatia fra il pellegrinaggio ed il camminare. Attrezzandoci al cammino è come se ci spronasse: «esci dall’ambiente, cambia abitudini…». Il pellegrinaggio contiene valori allusivi alla vita cristiana, che sono: − tutto è provvisorio, dal panorama sempre mutevole ai fugaci incontri con i compagni; − scoprire il senso della sobrietà cristiana per cui non ti puoi portare dietro armadi e frigo; − più tempo per riflettere; ecc. Certo, aria pura e muscoli forti non danno diritto ad incontrare Dio, però… La movimentatissima giornata di Gesù quand’era sulla terra, il saperlo nostro compagno di viaggio sollecitano qualche nostra decisione per scuotere la nostra sedentaria vita cristiana.

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