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Guarire nell’ascolto e guarire nel cuore

Da Redazione

La guarigione del cuore comincia dall’ascolto” è il tema del prossimo anno missionario 2022-2023, come è stato annunciato nella scorsa Koinè del 2-3 luglio di cui trovate in questa rivista tutte le informazioni e le due principali catechesi.
La frase è tratta dall’Angelus di Papa Francesco dello scorso 5 settembre 2021 in cui, commentando il miracolo di Gesù della guarigione di un sordomuto, spiegava come la sordità spesso è di natura interiore, riguarda il nostro cuore per cui diventiamo incapaci di ascoltare gli altri e, quindi, la prima vera guarigione non può che essere quella di saper prima ascoltare e poi rispondere. In effetti, l’ascolto per noi cristiani è fondamentale.
Possiamo anzi dire che si diventa cristiani ascoltando! Proprio San Paolo nella Lettera ai Romani lo dice senza mezzi termini: «la fede viene dall’ascolto» e, quindi, aggiunge: «e l’ascolto riguarda la parola di Cristo». Pertanto, poi, San Paolo si chiede a proposito di chi non ha fede: «forse non hanno udito?», ma lui stesso subito si risponde citando il Salmo 19: «Per tutta la terra è corsa la loro voce, / e fino agli estremi confini del mondo le loro parole». Sono tanti e svariati i modi in cui la Parola di Dio viene a contatto con noi attraverso eventi, incontri, persone, circostanze, ispirazioni, parole, sacramenti, preghiere, ma non per questo riusciamo ad accogliere, a comprendere, a fare nostra questa Parola.
Possiamo dire che ci manca quella docilità necessaria che rende possibile un vero ascolto. Le icone primitive raffigurano Gesù con grandi orecchi e questa sproporzione era voluta per indicare che Egli è il Figlio amato dal Padre che è in posizione di ascolto. Solo in virtù di questa postura Egli è colui che vince la morte e vince il male. È la relazione col Padre che fa di Cristo il Redentore e il Risorto.
Per questo è soltanto nell’unione con Lui e nell’ascolto della Sua Parola che possiamo anche noi vincere il male e la morte nella nostra vita, diventando testimoni dell’amore di Cristo.
La parabola più importante, quella che se non la si capisce «non si possono comprendere tutte le altre» (cfr. Mc 4,13) è quella del seminatore che getta il suo seme, ma in ben tre casi su quattro questo seme non produce frutto. Questa è la parabola decisiva perché fa riferimento proprio al problema delle tre fondamentali patologie del nostro ascolto. Il seme, infatti, nella parabola sta a significare la Parola di Dio (Lc 8,11), ma in ben tre casi questo seme della Parola non raggiunge la profondità del nostro cuore e non può germogliare e portare frutto.
Quali sono queste tre patologie? È importante fare attenzione a queste tre situazioni, perché possono essere davvero alcuni dei punti fondamentali dove poter porre l’attenzione in questo anno.
Il primo seme cade lungo la strada e gli uccelli se lo mangiano. È il caso di coloro che ascoltano la Parola, ma non la comprendono, per questo se la perdono per strada. Una prima patologia dell’ascolto è quando non si ascolta ciò che non si comprende. La Parola di Dio richiede quest’apertura del cuore: Dio quando ci parla non ci dice cose che subito comprendiamo.
Il secondo seme cade sui sassi, germoglia subito ma poi, non avendo radici profonde, si secca. È il caso di coloro che ascoltano la Parola e all’inizio provano gioia ed entusiasmo, ma alle prime difficoltà crollano. Una seconda patologia dell’ascolto è quando non si ascolta ciò che non ci piace sentirci dire. La Parola di Dio però richiede questa docilità, perché sempre ci mette in discussione.
Il terzo seme cade in mezzo ai rovi e così quando questi crescono ecco che soffocano il seme. È il caso di coloro che ascoltano la Parola, ma poi tante altre parole di questo mondo prendono il sopravvento con inganni, seduzioni e preoccupazioni. Una terza patologia dell’ascolto è quando non si ascolta più ciò che ci richiede di fare una scelta, una rinuncia, com’è il caso della Parola di Dio.
Dunque, l’ascolto vero e profondo del cuore è quando siamo disposti ad ascoltare la Parola di Dio che ha sempre queste tre caratteristiche: non la comprendiamo subito; non sempre, specialmente all’inizio, ci piace; ci costa sempre qualcosa in termini di scelte e decisioni.
Questo d’altronde è anche ciò che capita in tutte le nostre relazioni di amore e di amicizia: ci troviamo davanti ad un altro/ Altro che non sempre comprendiamo, che non sempre ci dice ciò che ci fa piacere sentire e spesso scopriamo che in quella relazione siamo chiamati a rinunciare a molto di noi stessi. La via dell’ascolto combacia con la via dell’amore.
Non sarebbe male rileggerci e meditare questa parabola del seminatore (la troviamo nel capitolo 13 del vangelo di Matteo, nel capitolo 4 di quello di Marco e nel capitolo 8 del vangelo di Luca), per scoprirci un po’ tutti “malati” nell’ascolto, ma – come recita il titolo di un celebre libro di don Luigi Maria Epicoco – «solo i malati guariscono». Pertanto vale la pena camminare quest’anno sulla via della guarigione del nostro ascolto e del nostro cuore.

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