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Il martirio di S. Oscar Romero mentre innalza il calice del Sangue di Cristo

da Redazione

S. Oscar Romero è morto martire “in odio alla fede” il 24 marzo 1980. Si tratta di un personaggio fondamentale della storia della Chiesa tanto che san Giovanni Paolo II istituì la “Giornata di preghiera in memoria dei Missionari Martiri”, da celebrare ogni anno proprio il 24 marzo, giorno del suo martirio. La sua storia è straordinaria. Nessun amante del Sangue di Cristo può ignorare questa figura!
Oscar Romero, da sacerdote, fu anche rettore del seminario e fu sempre molto legato, anche per la sua personale direzione spirituale, alla spiritualità dell’Opus Dei molto impegnata nel laicato e nel sociale. Quando venne nominato arcivescovo, il governo dittatoriale del paese pensò di non aver a che fare con un personaggio temibile. Ed invece accadde l’opposto! Di fronte all’oppressione e allo sfruttamento del popolo, al grido del sangue di contadini, poveri, preti uccisi dagli squadroni della morte, Romero fu molto deciso e fermo. Le denunce dei crimini di stato erano quotidiane e le sue messe affollatissime e ricche di devozione. Fece suo il principio cristiano dell’
opzione preferenziale per i poveri e, proprio per questo, con ignoranza, fu accostato alla teologia della liberazione di stampo marxista. Ma già nell’omelia dei funerali del gesuita Padre Rutilio spiegò chiaramente la sua distanza: «Questa è la liberazione della Chiesa. […]. Non si può confondere con altri movimenti di liberazione senza orizzonti ultraterreni, senza orizzonti spirituali. […]. Credo in una Chiesa che è segno di questa presenza dell’amore di Dio nel mondo, dove gli uomini si danno la mano e si incontrano come fratelli. Un’illuminazione di fede che la fa distinguere da qualsiasi liberazione di tipo politico, economico, terreno, che non vada al di là di ideologie di interessi e di cose che restano sulla terra». Tutta la sua vita fu impegnata a sostenere la liberazione che viene dalla comunione con Dio e dalla dottrina sociale della Chiesa proprio per evitare “le miopie” delle ideologie, violente, “progressisticamente pericolose” e “non ispirate alla fede nel Vangelo “!  

Il 23 marzo 1980, nella sua ultima predica grida ancora: «Nel nome di Dio e del popolo che soffre vi supplico, vi prego, e in nome di Dio vi ordino, cessi la persecuzione contro il popolo». Il giorno dopo, verso sera, un killer si intrufola nella cappella dell’ospedale, dove sta celebrando messa, e gli spara dritto al cuore, proprio mentre il vescovo sta alzando il calice al momento dell’offertorio. Mons. Romero aveva così sintetizzato in modo sublime la spiritualità del Preziosissimo Sangue: «In questo Calice il vino diventa sangue che è stato il prezzo della salvezza. Possa questo sacrificio di Cristo darci il coraggio di offrire il nostro corpo ed il nostro sangue per la giustizia e la pace del nostro popolo». 

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