dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Il tesoro nascosto

Lug 5, 2021

Di Nicola Antonio Perone

«Con la circolare che il nostro Venerabile Fondatore inviava nel 1831 alle case di missione, egli richiamava i suoi figli a ritirarsi ed a perseverare nel Cuore dolcissimo del Salvatore. Da dove infatti attingere se non nella fornace inestinguibile del Cuore divino? In questa mistica cella egli si comunica, perché lì si trova quel vino medicinale, atto a sanare le nostre spirituali infermità; vino generoso che rinfranca le forze della nostra anima; vino potente che corrobora il progresso nelle virtù; vino efficace che ci ispira fortezza nell’esercizio del nostro ministero! In questa cella il Signore ci assisterà e ci conforterà per renderci perfetti. Pertanto entriamo in questo ritiro, in questa cella fortunata, in questo sacratissimo Cuore, così da ricevere lo Spirito di carità per la salute delle anime, lo Spirito di Cristo che ci rende ministri santi al cospetto di Dio!»
(Cfr. G. Merlini, Lettere circolari, n. 18, 62-64.).

Il venerdì successivo al Corpus Domini la Chiesa celebra la solennità del Sacro Cuore di Gesù, ricorrenza che quest’anno cade l’11 giugno, in occasione della quale viviamo anche la giornata mondiale di preghiera per la Santificazione Sacerdotale.
In questa lettera circolare del 1862, Giovanni Merlini esorta i sacerdoti Missionari ad aspirare sempre più alla santità, raggiungibile solo rifugiandosi proprio nel Cuore Divino.
Tutti infatti dobbiamo ricordarci della nostra prima chiamata alla santità, ma i sacerdoti in special modo, in quanto strumenti di Dio costituiti proprio per la santificazione del suo popolo. Ecco quindi perché la Chiesa dedica una giornata speciale affinché tutti preghino per la santificazione dei sacerdoti, ed è per questo che il Merlini vi insiste tanto, riproponendo il consiglio di San Gaspare di ricercare nel Cuore di Gesù il luogo privilegiato per la propria santificazione.
Questa mistica cella, ripercorrendo le parole di don Giovanni, possiamo considerarla come un pronto soccorso spirituale, nel quale le infermità spirituali sono sanate, l’anima è rinvigorita e il ministero sacerdotale ritrova vita ed entusiasmo per realizzare sempre più la propria e l’altrui santificazione. Il Cuore di Gesù è l’unico luogo nel quale è possibile sentirsi pienamente riparati ed accolti.
In esso è presente lo Spirito di Dio che è amore, e solo lo Spirito può renderci santi, cristiani autentici al cospetto di Dio e degli uomini, testimoni credibili perché eredi della dimora divina che è proprio il suo Cuore. Seguiamo dunque il consiglio del caro don Giovanni, santificandoci sempre più con la consapevolezza di abitare nella casa più bella ed accogliente mai edificata, e cioè il Cuore stesso di Dio.
La ferita del costato infatti ci ha introdotto nel luogo più intimo e personale di Dio. Aprire il proprio cuore è difficilissimo perché vuol dire mettersi completamente a nudo, concedere all’altro totale fiducia mostrando la parte più nascosta, profonda e vera di noi stessi.
Cristo però, sul Calvario, ha aperto il proprio Cuore a tutti, completamente e per sempre: quel Cuore squarciato è rimasto un tesoro aperto per tutta l’eternità! Il Beato Bernardo de Hoyos, grande apostolo del Sacro Cuore, definiva questo luogo di grazia proprio come “il tesoro nascosto”. Il mistero di Dio, celato ai nostri occhi per innumerevoli secoli, si è infatti mostrato a noi con il Cuore di Gesù, rendendoci eredi non di ricchezze materiali, ma della stessa vita di Dio che pulsa come il sangue nel suo Cuore infiammato di carità.
È questo incendio d’amore che ha santificato la vita di don Giovanni e di san Gaspare, infatti la lettera del Merlini si conclude con una lunga sezione, qui non riportata, riguardo il progredire con successo del processo di canonizzazione di san Gaspare, la quale sarà celebrata il 12 giugno 1954. La ricorrenza del Sacro Cuore e della canonizzazione di san Gaspare ci incoraggino dunque, rinnovando in noi la certezza che la santità sia veramente accessibile a tutti, poiché per ogni uomo il Cuore di Gesù rimarrà una scuola d’amore, sempre aperta, dove imparare ad amare sentendosi amati.

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