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Il Vino-Sangue di Cristo

Mar 20, 2021

Di Giacomo Manzo

Canto iniziale: : Scendi su di noi

Esposizione eucaristica

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-17): “«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri”.

IL VINO SIMBOLO ED ESPRESSIONE
DELLA GIOIA DELL’AMORE

In una sua catechesi, Papa Benedetto XVI, meditando su questo brano, ad un certo punto, diceva che se “nel capitolo 6 […] troviamo il discorso sul pane, che diventa il grande discorso sul mistero eucaristico”, invece “in questo capitolo 15 abbiamo il discorso sul vino”. Quindi aggiungeva: “il Signore non parla esplicitamente dell’Eucaristia, ma, naturalmente, dietro il mistero del vino sta la realtà che Egli si è fatto frutto e vino per noi, che il suo sangue è il frutto dell’amore che nasce dalla terra per sempre e, nell’Eucaristia, il suo sangue diventa il nostro sangue, noi diventiamo nuovi, riceviamo una nuova identità, perché il sangue di Cristo diventa il nostro sangue. Così siamo imparentati con Dio nel Figlio e, nell’Eucaristia, diventa realtà questa grande realtà della vite nella quale noi siamo rami uniti con il Figlio e così uniti con l’amore eterno”. Insomma, in modo evidente, L’attenzione all’elemento stesso del vino e alla sua simbologia aumenta la comprensione del mistero specifico del Sangue di Cristo. Ancora Benedetto XVI diceva: “il vino è simbolo, è espressione della gioia dell’amore. Il Signore ha creato il suo popolo per trovare la risposta del suo amore e così questa immagine della vite, della vigna, ha un significato sponsale, è espressione del fatto che Dio cerca l’amore della sua creatura, vuole entrare in una relazione d’amore, in una relazione sponsale con il mondo tramite il popolo da lui eletto” Il simbolo del vino da sempre rappresenta quell’elemento non necessario, forse anche superfluo della tavola, eppure solo dove c’è il vino c’è anche l’allegria, dove questo manca rimane un’aggregazione di persone che magari stanno insieme solo per dovere morale, ma senza entusiasmo. In un’altra omelia sempre Papa Benedetto XVI specificava che: “il pane rappresenta nella Sacra Scrittura tutto quello di cui l’uomo ha bisogno per la sua vita quotidiana. […]. Il vino invece esprime la squisitezza della creazione, ci dona la festa nella quale oltrepassiamo i limiti del quotidiano: il vino ‘allieta il cuore'”. Insomma mentre il pane ci dà il necessario, il vino invece rappresenta la festa proprio perché indica la sovrabbondanza di Dio. Ecco il richiamo al Salmo 103 per la spiegazione degli elementi sacramentali della Chiesa, che sono tutti doni della creazione: “vino che allieta il cuore dell’uomo, olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore” (Sal 104,15)

Canto: La misura dell’amore

LA GIOIA DI BENEDIRE LA NOSTRA VITA

C’è un verbo molto importante che sempre ritorna nell’Eucaristia istituita da Cristo. Gesù, infatti, dopo aver preso il pane e il vino, li benedisse. Questo gesto indica la potenza della santa eucaristia: cambiare in benedizione la nostra vita. Noi siamo chiamati per mezzo della santa eucaristia a sperimentare la potenza, la bellezza di una vita in cui finalmente ci si riconcilia con Dio e lo si benedice.
Qui si tratta di entrare in un combattimento: uscire dalla maledizione ed entrare nella benedizione. Siamo chiamati ad uscire dalle nostre liturgie di maledizione, abitudini a rifiutare la realtà, a non accettarla, a sospettare di Dio, a conservare e cullare dentro di noi i dolori, a ricordare tutti i torti subiti. Gesù sta per essere ucciso, eppure benedice. Questa è la chiave. La benedizione è una scelta di vita. Noi possiamo benedire il Signore, perché sappiamo che “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio” (Rm 8,28). L’Eucaristia non cambia la nostra realtà, ma la colma di benedizione. Noi siamo chiamati ad essere il popolo della benedizione, che beve il calice della benedizione. Noi siamo chiamati a cantare con San Paolo: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo” (Ef 1,3). La vita degli uomini e delle donne che vivono l’Eucaristia è quella di chi osa benedire, prendere sempre le cose per il verso giusto, coglierne la grazia. Da dove veniva la maledizione di Adamo? Dall’aver pensato male di Dio. Da dove ritorna la benedizione all’uomo nuovo? Dal dire bene di Dio e scoprire il segreto e la verità della propria storia, della realtà, dei fatti, degli
eventi. È la relazione con Dio la vera benedizione!

PADRE NOSTRO
Preghiamo.
Donaci, o Padre, la luce della fede e la fiamma del tuo amore, perché adoriamo in spirito e verità il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù, presente in questo santo sacramento. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Benedizione eucaristica.
Canto finale: L’arma di ogni tempo

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