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Irrigazione estiva

Di Nicola Antonio Perone

Irrigazione estiva

I mesi di luglio e di agosto segnano un po’ per tutti il tempo di una pausa dallo studio o dal lavoro per godersi un viaggio, stare in famiglia e con gli amici, magari sotto un ombrellone oppure passeggiando in suggestivi sentieri di montagna.
Anche per noi seminaristi i mesi estivi sono l’occasione per ritornare dalle nostre famiglie, trascorrere del tempo con i genitori, con i parenti e con gli amici con i quali durante l’anno raramente riusciamo ad incontrarci. Tornare a casa, dopo molti mesi trascorsi lontano, è sempre un momento tanto atteso per riabbracciare i propri cari e ricaricare un po’ le batterie ormai quasi esaurite dopo un lungo ed impegnativo anno di studio e di attività in seminario. Il santo riposo estivo, shabbat annuale che segna il termine di un intenso anno di lavoro, non è però soltanto un tempo di vacanza e di relax, ma è anche l’occasione per vivere esperienze pastorali che durante l’anno i numerosi impegni, legati soprattutto allo studio, non permettono di intraprendere.
Molti seminaristi infatti sono stati coinvolti per diverse settimane collaborando con le attività estive degli oratori delle nostre parrocchie, coadiuvando gli animatori laici durante i Grest e i campi estivi organizzati dalle comunità missionarie sparse per l’Italia. Alcuni di noi invece hanno partecipato ad animazioni missionarie e missioni popolari, come la missione di Sonnino svoltasi nel mese di luglio in occasione del settennale della Madonna delle Grazie. Altri ancora, collaborando con l’equipe di Pastorale Giovanile, hanno affiancato i sacerdoti nel guidare gli esercizi spirituali per i giovani presso l’Abbazia di San Felice di Giano. Tutto ciò naturalmente è accompagnato dalla grande attesa per le quattro ordinazioni presbiterali che si svolgeranno in due cerimonie distinte nel mese di settembre.
Essere seminarista dunque non è un’occupazione a tempo determinato che inizia a settembre e termina a giugno, lasciando poi che il ritorno nel secolo durante i mesi di vacanza metta da parte lo stile di vita vissuto in comunità. Anche le occasioni di pastorale disseminate durante la pausa estiva sono un continuo invito a ricordare ciò che si è, la scelta di vita che si è compiuta e che con l’aiuto di Dio si concretizzerà un giorno con l’ordinazione presbiterale. La preghiera comunitaria vissuta in seminario cede il posto a quella individuale, ma l’incontro con Dio non può non continuare ad essere il centro di ogni giornata, anche durante la pausa estiva, perché come d’estate le piante hanno più sete di acqua, così la vocazione nei mesi estivi ha più bisogno di essere gelosamente custodita. Per di più, avere all’orizzonte i due grandi eventi delle ordinazioni di settembre, viene ad essere un ulteriore sprono per fare memoria della meta di totale consacrazione alla quale siamo chiamati, vedendo nei confratelli che si apprestano a raggiungerla, la realizzazione della chiamata che il Signore ha fatto anche alla nostra vita, e verso la quale abbiamo una grande responsabilità di cura e custodia, per il bene nostro e di coloro che un giorno saremo inviati a servire.

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