Un’esperienza al “Villaggio senza barriere” capace di trasformare paure e incertezze in amicizia e condivisione
All’inizio del mese di luglio sono partita per andare a Tole, più precisamente al “Villaggio senza barriere”, per prendere parte al campo degli animatori di estate ragazzi.
Una partenza piena di dubbi
Devo essere totalmente sincera prima di iniziare il mio racconto: io non ero convinta di partire, pensavo quasi di non andare. Confrontandomi con mia sorella infatti avevo paura che non sarebbe stato un bel campo come quelli passati e le motivazioni erano molteplici. Tra le tante c’era il numero ridotto dei partecipanti: eravamo solo quattro, di cui le uniche due femmine eravamo lei ed io. Gli altri due ragazzi invece erano neo animatori, quattro anni più piccoli, con cui avevamo parlato davvero poche volte. La paura era quella di annoiarsi e di non trovare punti di incontro per persone ed età così diverse. Nonostante i dubbi però sono comunque partita, e la scelta non fu mai più giusta.
Un’esperienza capace di sorprendere
Sono tornata da questo campo arricchita, piena di belle parole, pianti di gioia, momenti che conserverò per sempre nel mio cuore, ma soprattutto con due nuovi fratelli. Essendo il campo organizzato in una struttura che ospita persone con disabilità varie, le nostre attività si intrecciavano al loro cammino.
Una nostra giornata tipo prevedeva la presentazione di un tema, il quale ci avrebbe accompagnato tutta la giornata; un momento di spiegazione del Vangelo con successiva raccolta e preghiera personale e attività pratiche relative al tema della giornata.
Quando le nostre strade si incontrano
La sera era il momento in cui incrociavamo le nostre strade con i residenti del villaggio, svolgendo attività ludiche con loro. Un ulteriore momento condiviso erano i pasti. Questi ultimi ci hanno permesso di entrare davvero in sintonia con alcuni ospiti e con gli organizzatori delle attività.
Scoprire che si può andare oltre i propri limiti
Stare con le persone con disabilità mi ha permesso di capire quanto anche loro, con i loro tempi e un aiuto in più, possono fare tutto. In particolare per l’ultimo giorno dovevamo organizzare una attività pomeridiana, dalla durata di circa un’oretta. Quando ci hanno affidato questo compito io e gli altri ragazzi avevamo messo in previsione un paio di attività molto semplici e che non coinvolgessero molto le persone. Parlandone con gli organizzatori abbiamo poi arricchito il nostro programma, seppur dubbiosi. Alla fine il pomeriggio è stato un successo e gli ospiti hanno partecipato ad ogni attività, dimostrando entusiasmo.
Da un piccolo gruppo a una nuova famiglia
Il campo è stata proprio una bella esperienza perché sin da subito si è formato un gruppo legatissimo: non ci separavamo mai rendendo ogni attimo divertente ed indimenticabile, anche solo apparecchiare e sparecchiare erano momenti di risate. Questo forte legame ci ha permesso di aprirci veramente e di esprimere condivisioni profonde, tornando dal campo con nuovi punti di vista e soprattutto nuovi fratelli.
Non lasciarsi fermare dalla paura
In conclusione mi sento di consigliare questa esperienza a tutti i giovani a cui viene offerta questa possibilità; non fatevi bloccare da dubbi o preoccupazioni, tornerete sicuramente arricchiti e con nuovi amici che non avreste mai pensato di avere.