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La fede in colui che deve venire

GOCCE DI SCRITTURA

L’Epistola agli Ebrei /15
Le fede in colui che deve venire

Di Giuseppe Pandolfo

Dedichiamo ancora un ultimo numero al capitolo 10 della lettera agli Ebrei. In questi ultimi versetti (26-39) troviamo un’ultima raccomandazione del predicatore a quanti vivono in un contesto di persecuzione e che per questo motivo rischiano di cadere nel peccato di apostasia. La durezza dei vari pericoli da affrontare e l’incertezza che ne derivava, poteva condurre i credenti ad allentare la loro perseveranza, fino al punto di calpestare il Figlio di Dio, considerare profano il Sangue dell’alleanza e oltraggiare lo Spirito della Grazia.
Secondo l’autore, tutto questo non può accadere per quanti hanno aderito al Vangelo in quanto, come si è sforzato di mostrare fino a questo punto, la loro speranza è nei cieli e il sacerdozio di Cristo è garante del loro accesso al santuario celeste che è l’umanità glorificata nel corpo del Cristo. Tutto ciò che è umano è redento nel mistero pasquale di Gesù e ciò che nell’antica alleanza non era possibile per la sua efficacia solamente estrinseca, adesso lo è divenuto, poiché in Gesù Risorto il Sangue dell’alleanza purifica nella coscienza dalle opere del male (cfr. Eb 9,11-14). Tale esperienza salvifica raggiunge i credenti per mezzo del Battesimo e dell’Eucaristia dove tutto questo diventa una realtà personale e non solo per l’umanità in genere. Dunque dopo aver invitato a non disertare le riunioni sacre, l’autore mette in guardia da un altro possibile pericolo consistente nel rigetto della fede ricevuta.
A tal proposito si indicano tre armi fondamentali: 1. La memoria: ricordare i primi giorni in cui si è stati illuminati dalla fede, i momenti in cui questa fede li ha sostenuti e li ha resi solidali tra loro. 2. La ricompensa: che consiste nell’entrare nel riposo di Dio (cfr. Eb 4,3) se si permane nella fede e nella solidarietà. 3. La pazienza: consistente nella perseveranza come declinazione di una speranza certa nel ritorno di “Colui che deve venire” e che certamente non deluderà i suoi fedeli.
Dunque, nei vari momenti di prova il cristiano è sostenuto dalla certezza che il suo Signore è colui che deve venire e in quanto tale ristabilisce e fortifica la fede in coloro che lo seguono poiché egli non smettere di raggiungere l’uomo lì dove si trova e questo diventa anche per noi un motivo per continuare
a credere e a sperare.

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