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La forza della Preghiera

di Paolo Felici

Quella che stiamo per raccontarvi è una storia vera ma ve la proporremo in forma anonima, usando dei nomi e dei luoghi di fantasia quasi come fosse una favola, perché è proprio una favola che sembra, rispettando però la veridicità degli eventi. Nella piccola cittadina di Colle Speranza, nell’istituto elementare denominato “Ignazio Silone” davanti all’ufficio del dirigente scolastico è posizionata da sempre una statua della Madonna di Lourdes come a protezione e mite consiglio per la più alta carica della scuola, per i docenti, nonché per gli studenti che volessero affidarle le loro preoccupazioni. Ma il nuovo preside dell’Istituto, Alfonso Maria Rasbonio, proprio non ci sta a vedere quella statua davanti al suo ufficio: «Non la sopporto» − borbotta −. «Prima o poi la faccio sparire», rivolto ai suoi più vicini collaboratori. Un giorno, forse anche per l’indifferenza, apparente, del personale scolastico alle sue invettive iconoclaste e sobillato da qualche docente “insofferente all’arte sacra”, dà ordine di rimuovere la statua della Madonna. «Toglietemela da davanti gli occhi, non la voglio più vedere». Alfonso Maria Rasbonio è noto per le sue posizioni agnostiche, convinto assertore della laicità della scuola.
«Ma dove la mettiamo?», replicano i suoi più stretti collaboratori, resisi ormai conto di trovarsi di fronte ad un’annosa questione. «Non mi interessa, basta che la fate sparire», tuona il preside.
A risolvere la situazione arriva provvidenziale l’intervento di Miriam Dulillo del personale scolastico in forza all’Istituto, che fin dall’inizio aveva seguito con ansia e preoccupazione le inquietudini del primo responsabile del plesso scolastico. Miriam, profondamente religiosa e particolarmente devota alla Madonna “imbraccia” la statua e la trasferisce in un corridoio lontano dagli uffici amministrativi. Adesso la Madonnina non è più sotto il disturbato sguardo di Alfonso Rasbonio, tuttavia è ancora più visibile perché è sul passaggio di alunni e docenti che transitano per quell’ala della scuola. La statua è salva, pensa Miriam, ma purtroppo non è finita.
Il preside continua a rimuginare sulla presenza della statua cristiana nel suo Istituto, forse anche istigato da qualche irriducibile che vorrebbe vedere prevalere le sue idee secolari: «Non l’ho mai sopportata! Non ci dovrebbe stare qui, la scuola è laica!». Lo spostamento della Madonnina e l’inesauribile astio del preside non sono passati inosservati. La quasi totalità del personale scolastico è scandalizzata da tale atteggiamento ma nessuno osa dire nulla, anzi, fortemente intimoriti si limitano a silenziose e sfuggenti confidenze ma nulla più. Invece chi è in linea con l’oltranzismo del preside non ne fa mistero e sostiene che la statua della Madonna non dovrebbe neanche stare nel corridoio, perché visibile. Ed è quello che succede. Il preside ordina un ulteriore allontanamento della statua che viene relegata in un magazzino. «Povera Madonnina» – pensa Miriam – «perché tanto astio? Ma non ti preoccupare, mi prenderò io cura di te». Miriam sposta di nuovo la statua che è quasi più grande di lei, la posiziona in un’aula dismessa e si assicura che abbia piante fiorite e fiori freschi.
Ma l’ostracismo nei confronti della Signora di Lourdes sembra non avere fine. «Questa statua deve uscire dalla scuola. Prima dell’inizio del nuovo anno scolastico dovrà andare via», sentenzia il preside. Miriam è disorientata, disperata, si sente impotente. «Cosa posso fare?». Telefona a Don Giovanni Del Bove, Missionario del Preziosissimo Sangue, e chiede se la statua può, in extrema ratio, essere trasferita a casa sua. Don Giovanni la tranquillizza: «La statua è nata per stare nella scuola ma in caso debba essere trasferita basterà procedere ad una nuova benedizione». Miriam è parzialmente rassicurata ma proprio non riesce a comprendere tanto livore per la Beata Vergine Maria di Lourdes. A questo punto Miriam inizia a pregare la Madonna affinché cambi il cuore del preside, lo convinca a desistere dai suoi intenti.
L’anno scolastico si conclude, la scuola si svuota e gli addetti possono dedicarsi ai loro interessi con più tempo e dedizione. Un pomeriggio d’estate Miriam al termine di un ritiro spirituale decide di tornare a casa a piedi. Abita a pochi minuti dal luogo dell’evento e una camminata dopo ore di staticità fisica ci sta proprio bene. Durante il percorso un incontro inaspettato: il preside che passeggia! «Che imbarazzo, ma non posso mica ignorarlo» − pensa Miriam. L’abboccamento è inevitabile ma il preside si rileva amabile nella conversazione e sembra gradire il colloquio con Dulillo. Arrivati ai saluti Miriam chiosa: «Allora ci vediamo a settembre?». Il preside cambia espressione, è visibilmente corrucciato: «Ho scoperto di avere un grave problema di salute e dovrò essere sottoposto ad intervento nel mese di agosto. Speriamo vada tutto bene». «Non si preoccupi» – replica Miriam – «abbia fede e andrà tutto bene». L’estate scorre calda e interminabile ma inesorabilmente il tempo decreta la sua fine e le attività scolastiche riprendono il loro ineluttabile ciclo. Miriam è stata assegnata ad un nuovo Istituto ma nella scuola Ignazio Silone la ricordano tutti con affetto e nostalgia e le chiedono di passare a salutarli. Una mattina Miriam si reca nel suo ex Istituto e viene calorosamente accolta. Fa il giro delle classi, saluta gli ex colleghi e tutto il personale scolastico, ma quando entra nell’aula dove aveva lasciato la statua della Madonna, una lama gelida gli percorre il cuore: la statua non c’è più! Con il cuore in gola trattiene a stento l’emozione ma decide comunque di terminare il giro nascondendo lo sconforto. «Perdonami» – pensa afflitta – «non sono stata in grado di proteggerti, Tu che ti prendi cura di tutti». Arrivata al piano dell’ufficio del preside le si pone davanti agli occhi una scena inaspettata: la statua della Madonna di Lourdes è tornata al posto originale, proprio di fronte alla stanza di Alfonso Maria Rasbonio! «È qui per volere del preside» − gli confida il segretario scolastico − «dopo l’intervento in ospedale quando è tornato ha dato disposizione che la statua tornasse al suo posto, ben visibile dalla sua scrivania». Miriam è al settimo cielo e non deve neanche reprimere la sua emozione perché, stavolta, è di pura gioia e incredulità. Che le sue preghiere siano state ascoltate? Chissà! Comunque che la statua della Madonna abbia riconquistato il suo antico posto e, forse il cuore di qualcuno, è incontrovertibilmente un dato di fatto.

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