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La forza e la necessità della predicazione

di Giacomo Manzo

Verso la 7a Koinè del Preziosissimo Sangue a Sacrofano (Roma) il 5-6-7 luglio

Se dovessimo pensare cosa serve di più oggi alla Chiesa forse ci verrebbero in mente tante cose, ma non questa: la predicazione della Parola. Eppure già san Paolo lo afferma con forza: «è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione» (1Cor 1,21). Non solo, ma un grande santo in un celebre testo spirituale rincara la dose. Si tratta del monaco e poi papa san Gregorio Magno che, nella sua Regola Pastorale, scrive che i sacerdoti che non predicano sono come «cani muti che non sanno abbaiare» (Is 56,10). Sono come la disgrazia peggiore che possa capitare ad una chiesa o parrocchia. «Se dunque il sacerdote non sa predicare, quale sarà il grido di un banditore muto? Ed è perciò che lo Spirito Santo, la prima volta, si posò sui Pastori in forma di lingue, poiché rende subito capaci di parlare di Lui, coloro che ha riempiti». Il predicatore nella chiesa, secondo la lettura di san Gregorio Magno, è paragonato ad un uomo che feconda con il suo seme; così fa Cristo in lui con il seme della Parola di Dio. La Chiesa, in senso generale, come la persona, in senso particolare, viene fecondata dal seme della Parola di Cristo attraverso la predicazione del sacerdote. Scrive san Gregorio: «il bravo predicatore è chiamato seminatore di parole» e potrebbe sempre «generare nei cuori degli ascoltatori la prole del retto pensiero». Ovviamente questo accade, se non cede ai due estremismi possibili: parlare troppo in modo non ordinato («eccessiva loquacità») o parlare troppo poco o per niente (il “silenzio” complice dei “poteri di questo mondo). Attenzione, quindi. Quando manca la predicazione il cuore rimane malato. Può esserci tanta beneficenza in una chiesa, ma vissuta male e senza pace. Può esserci tanta sapienza e dottrina, ma posseduta con distacco e giudizio verso gli altri. Perché ci sia l’amore ci vuole un cuore nuovo e un cuore rigenerato è opera solo della predicazione della Parola di Dio. Proprio per questo, allora, vogliamo prepararci al Raduno Nazionale di tutti coloro che condividono questa nostra spiritualità del Preziosissimo Sangue (la 7a Koinè), che si svolgerà a Roma dal venerdì 5 luglio sera fino al pomeriggio di domenica 7 luglio, prima domenica del mese di luglio, che la Chiesa dedica appunto al Sangue di Cristo. Il tema sarà quello che ci accompagna quest’anno, tratto dalla frase di san Gaspare: «Felice e grande quando ti unisci a Dio». Ma il rischio di ingannarci su cosa sia la felicità, la grandezza e l’unione con Dio è grande. Solo la Parola di Dio e la predicazione della Chiesa possono innescare un vero processo di conversione. Ci faremo aiutare, oltre che da tanti Missionari del Preziosissimo Sangue, anche da tre sacerdoti: don Gino Tedoldi, don Luigi Maria Epicoco e don Eugenio Nembrini. Prepariamoci, quindi, tutti alla Koinè del 5-7 luglio 2024.

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