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L’arte di evangelizzare

di Francesco Bonanno

«Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”» (Mc 16, 15). «Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù […] annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno» (2Tm 4,1a.2a). «[Il Missionario] è un uomo spedito da Dio, “per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza” (cfr. Lc 1,77) … vive unicamente a Dio e alla Sua gloria» (San Gaspare, Circolare IX, 1835). «O san Gaspare, aiutaci a discernere come vivere e promuovere il messaggio del Vangelo».
(dal Manuale precum
della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue)

È l’estate del 2020, in piena pandemia da Covid-19, quando una telefonata mi annuncia che il ministero del quale mi sono occupato fino a quel momento – la predicazione delle Missioni popolari – è sospeso ancora per un tempo indeterminato per cui si starebbe pensando al mio nome per il nuovo parroco della Parrocchia Maria Regina Mundi di Bologna, ultima nata in “casa” CPPS (Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue).
Mi costa lasciare le Missioni popolari, ministero molto faticoso, ma cuore pulsante di una congregazione di predicatori. Tuttavia accetto la proposta e penso – tra me e me – che l’evangelizzazione, che sia itinerante, che sia stabile in una parrocchia, è la cosa per la quale ho lasciato tutto e mi sono messo sulle tracce del Signore.
La visita di un giorno in settembre, prima, e l’arrivo definitivo in ottobre, dopo, mi hanno permesso di allargare il mio concetto di evangelizzazione. Ho studiato e mi sono lasciato formare per la predicazione del Vangelo, la più comune forma di evangelizzazione; avevo sentito anche di quei fioretti di san Francesco d’Assisi in cui il serafico padre raccomandava ai suoi fraticelli, inviati a due a due, di evangelizzare «e se fosse necessario utilizzando anche le parole», segno evidente che anche la testimonianza di vita evangelizza; ma era tutto qui? Dovevo solo continuare a preparare le omelie domenicali e “comportarmi bene”?
Forse solo a questo punto si chiarisce l’esigenza di affidare l’inizio di questo racconto a ben quattro citazioni, due bibliche e due provenienti dalla letteratura CPPS: evangelizzare è cosa del cuore, parte dal cuore di chi annuncia e arriva al cuore di chi ascolta. Allora ho pensato che si sarebbe potuto fare molto molto di più! Del resto evangelizzare è un’arte e come tale c’è spazio per la creatività, soprattutto quando questa viene irrorata dallo Spirito Santo.
Ricordo che mi colpì molto l’interno della chiesa parrocchiale, senza un vero e proprio orientamento liturgico: sì, erano presenti il tabernacolo, il crocifisso, l’altare, l’ambone e tutto quanto ci si può aspettare di trovare in una chiesa, ma il tutto poteva essere ripensato, o meglio, trasfigurato. Pensando all’arte di evangelizzare, quasi come a giocare con le parole, ritenni che si potesse evangelizzare anche con l’arte. Sin da subito, dunque, ho creduto che un adeguamento liturgico sarebbe stato capace di agevolare le fatiche del mio ministero sacerdotale missionario: uno spazio in cui si evincesse immediatamente, anche senza troppe parole, la storia della Salvezza, la nostra partecipazione ad essa e la ricapitolazione di tutto e tutti in Dio, per sempre, nel Suo Regno.
Il Fondatore mi aveva “aiutato” a discernere, perché io, “inviato ad evangelizzare”, potessi “con ogni mezzo” portare questo lieto annuncio. La generosità dei parrocchiani, lo studio degli architetti, il lavoro del Centro Aletti e delle maestranze hanno realizzato il resto.
L’inizio di questa avventura, che oggi ha portato ad avere un nuovo spazio liturgico, con nuovi arredi sacri, un’area battesimale e un apparato iconografico, ha confermato la mia vocazione di Missionario del Preziosissimo Sangue. Ancor di più: quanto avvenuto nella chiesa parrocchiale, quasi come una istantanea della liturgia fissata alle pareti, favorisce la preghiera ed il raccoglimento dei fedeli, tocca corde profonde che suscitano commozione, è capace di suscitare stupor, attrae proprio perché bello e molto altro. In una parola: parla di Dio, annuncia il Vangelo!

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