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Legge sul “Consenso informato preventivo” in ambito scolastico

di Maria Concetta Laudato

Una svolta storica poter dire finalmente: «Mio Figlio No!»

Degna di nota è l’approvazione in via definitiva, il 4 giugno scorso, del d.d.l. Valditara sul consenso informato preventivo in ambito scolastico: il diritto dei genitori di essere informati e dire «Mio Figlio No» di fronte a progetti ideologici nelle scuole è ora legge, n. 104 del 9 giugno 2026.

Una svolta storica, che pone fine a tanti anni di imposizione dell’indottrinamento gender nelle scuole, anche in quelle di infanzia e primarie, indottrinamento che, prima della suddetta legge, veniva impartito a bambini e adolescenti senza il consenso dei genitori, in violazione della libertà di educazione che la nostra Costituzione garantisce alle famiglie (art. 30), il loro diritto di scegliere come educare i propri figli, diritto con cui la libertà di insegnamento nelle scuole (art. 33) va contemperata.

L’indottrinamento gender nelle scuole

Come conseguenza di tale imposizione dell’indottrinamento gender nelle scuole, bambini e adolescenti acquisivano la convinzione, non corrispondente alla verità biologica, che la sessualità umana possa essere scomposta, decostruita e rimodellata a piacimento: da una parte il sesso biologico – maschile o femminile –, dall’altra infinite identità di genere, che ogni individuo può scegliere a proprio piacimento, indipendentemente dal proprio sesso biologico, nella convinzione che si possa nascere nel corpo sbagliato e, per questo, autoidentificarsi in qualsiasi genere.

La libertà educativa della famiglia

Adesso, con la suddetta legge, si cambia registro: la libertà educativa della famiglia su temi intimi e sensibili torna al centro.

Si introduce per le scuole medie e superiori «l’obbligo di consenso scritto preventivo dei genitori» per le attività di educazione sessuale e affettiva, prevedendo, inoltre, la possibilità per gli studenti maggiorenni di firmare autonomamente.

Per le scuole dell’infanzia e primarie, il testo vieta in assoluto tali attività, limitandole ai contenuti biologici previsti dalle Indicazioni Nazionali.

Il consenso scritto preventivo dei genitori

Il consenso scritto preventivo dei genitori, previsto per le scuole medie e i licei, deve essere chiesto almeno sette giorni prima dell’inizio di tutte le attività concernenti l’ambito affettivo e sessuale, fornendo loro i dettagli specifici del progetto: il suo scopo, gli argomenti trattati, i materiali utilizzati, i relatori o esperti presenti.

Se i genitori, una volta informati, non saranno d’accordo col progetto potranno dire alla scuola: «Mio Figlio No». La scuola, in tal caso, dovrà garantire attività alternative per i minori esonerati dai genitori.

Le dichiarazioni del Ministro Valditara

«Con questa legge proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata», ha affermato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel commentare l’approvazione in Senato del suo d.d.l. sul consenso informato.

Valditara, inoltre, ha inteso chiarire alcuni aspetti che sono stati strumentalizzati. «Non è vero» – spiega – «che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia.

Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori».

La posizione dell’Associazione Pro Vita & Famiglia

Jacopo Coghe, portavoce dell’Associazione “Pro Vita & Famiglia” ha affermato: «Con questa legge i genitori potranno conoscere, individuare e respingere in anticipo progetti inappropriati che promuovono tra i minori il genere fluido, l’aborto, l’utero in affitto e una visione ideologica della sessualità, spesso sotto l’etichetta della parità di genere o del contrasto agli stereotipi o alle discriminazioni.

Ma la legge non basta: chiediamo al Ministero di istituire un Osservatorio permanente sul consenso informato, per garantirne la corretta applicazione».

La corretta applicazione della legge

Condividendo tale affermazione, riteniamo che tutti noi dovremmo contribuire a far rispettare la legge, rendendo consapevoli le famiglie in merito ai loro diritti e aiutandole a relazionarsi con le scuole per vigilare ogni giorno sulla corretta applicazione della legge.

Con questo articolo, noi abbiamo già iniziato ad agire in tal senso e continueremo a farlo, attraverso altri possibili strumenti di comunicazione.

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