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Mio figlio è seduto a tavola con Gesù ed è felice

Di Vincenzo Giannuzzi

Caro lettore e cara lettrice, tra le diverse lettere che arrivano vi sono alcune testimonianze belle e ricche di speranza che decido di pubblicare. Viviamo un tempo difficile. Quanta paura, quanto dolore toccano la nostra vita, ma in qualunque situazione ti trovi, il Signore possa riaccendere in te la speranza, che nasce dalla profonda consapevolezza che Dio, Re dell’Universo, ha in mano la storia dell’umanità e la tua storia.

Sono Ludovica, ho 52 anni. Si avvicina il Natale e il cuore si riempie di ricordi belli ma anche spiacevoli. Caro Padre, la vita mi ha riservato tante sorprese. Quante gioie e quanti dolori ho vissuto. Il dolore più grande c’è stato 5 anni fa con la morte di mio figlio Roberto, a causa di un’incidente stradale, aveva appena 21 anni. Da quel giorno tutto è cambiato. Ero circondata da tante persone che cercavano di sostenermi, ma rifiutavo tutto e tutti. Avevo bisogno di capire, di sapere dove era il mio Roberto, mi parlavano di cielo, di angeli, di Paradiso, ma io sentivo solo la mancanza di mio figlio. Quanto dolore. Nonostante avessi mio marito accanto che cercava di sostenermi, io mi sentivo sola, è come se mi avessero strappato via l’anima. Pensavo a quanto mio figlio avesse sofferto nell’impatto, quanti brutti pensieri ho fatto.
Ma! Sì c’è un “Ma”. Ricordo con gioia che la notte di Natale di quello stesso anno, mentre ero a casa insieme a mia madre che ascoltava la messa del Papa, fui colpita dalle Parole del Vangelo:
«“Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli…”».
Mi sentii trafiggere dalla Parola “è nato per voi un Salvatore che è Cristo Signore”. La Parola “Salvatore” mi affascinò così tanto, sentivo nel cuore il bisogno di sentirmi salvata, di sapere che anche il mio Roberto si sentisse salvato. Da lì con l’aiuto di un caro sacerdote iniziai un cammino di fede che mi ha portato oggi a guardare la morte di mio figlio inserita in un progetto d’amore che solo Dio conosce fino in fondo. Credo con profonda convinzione che Dio, che è Padre, non vuole il male e la morte ma tutto quello che permette è per la salvezza che è la comunione con Lui, unica fonte di pace e gioia vera. Il dolore per la morte di mio figlio si sente, mi manca tanto, ma sono fiduciosa che il Signore è con me e mi ama, non mi lascia sola. Una volta un sacerdote mi disse che il Paradiso, la comunione con Dio, è un banchetto di nozze, dove lo sposo è Gesù e noi gli amici dello Sposo. Ecco mi piace pensare che mio figlio Roberto è seduto a tavola con il mio Gesù ed è felice, perché in Paradiso non c’è più dolore, nessuna lacrima.
E l’amore tra me e mio
figlio non si spegnerà mai, e lui continua
ad amarmi pregando per me.
Ciao Roberto, a presto, la tua mamma.

Ludovica da Milano

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