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Non esiste amore più grande di quello di una madre

Di Andrea Velocci

Il piccolo Jinfreda in ospedale

“Anno nuovo… vita nuova”: lo ripetiamo spesso all’inizio del nuovo anno ed alle volte succede che qualcosa cambia davvero. Questo 2022 sembra infatti aver portato una ventata di aria nuova, in diversi ambiti qui nel nostro St. Gaspar Hospital di Itigi. Non solo, ma qualche mese fa vi abbiamo raccontato la storia di Jinfreda, un bambino di 6 anni proveniente da Kinangali (il “deserto del sale”), incontrato “per caso” davanti casa sua, durante una passeggiata al villaggio.
Jinfreda è malato, come altri 2 fratelli (di 6 figli) e disabile, abbandonato dai genitori con “una nonna” del villaggio perché “difettoso” (come lo aveva definito la mamma prima di lasciarlo).
Dopo averlo invitato in ospedale per poter provare ad aiutarlo visto che non era mai stato visitato da un medico e dopo averlo
visto arrivare (con grande stupore) nella nostra struttura, sembrava che il nostro lavoro fosse ormai “concluso” e che non potessimo far altro che offrirgli i nostri servizi sanitari. Eppure però “il bello” doveva ancora arrivare. Non so se si può parlare di “miracolo di Natale”, del frutto delle continue e incessanti preghiere della nonnina o più semplicemente dell’amore di madre – di sua mamma, la sua mamma biologica – fatto sta che “mama J” è venuta a trovarlo in ospedale! Aveva saputo, da alcuni conoscenti che il bambino era stato ricoverato da noi per la fisioterapia e per delle indagini mediche e così dopo anni senza vedere il suo bambino, come spinta dalla speranza ti trovarlo guarito probabilmente, si è presentata qui da noi e dopo tutto questo tempo di “silenzio” si è decisa a tornare per prendersi cura di lui.
Con dei passi vispi e veloci – seppur ancora traballanti – frutto delle settimane di fisioterapia, Jinfreda si è alzato da terra, da solo, ed è andato incontro a sua madre, emettendo anche un suono – che per noi, che conosciamo il suo “mutismo”, significa tanto – un profondo “Ma!”. Dall’altra parte c’erano gli occhi di mamma, pieni di lacrime, pronti ad accogliere quel figlio che sembrava essere “un piccolo pezzo di legno” (come l’aveva definito) e ad andargli incontro con tutta la forza possibile. Ed è proprio vero che all’amore, quello sincero, non ci si abitua mai e anche mama Rehema, infermiera da 20 anni in ospedale, che in quel reparto di storie simili ne ha viste tante, è rimasta a fissare la scena, da dietro l’angolo, emozionata, con le mani sulla bocca quasi a zittire la sua gioia, per non disturbare il momento. Chissà, ho pensato tra me e me, quante volte mamma Jinfreda avrà forse pensato al suo bambino, l’avrà provato ad immaginare cresciuto, forse guarito… Eppure la notizia che più colpisce di tutta questa storia è proprio la piega più “sentimentale”, più profonda: non esiste amore più grande di quello di una madre.

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