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Quando le cose non vanno bene e la vita ti delude…

Di Vincenzo Giannuzzi

Padre Vincenzo, sono Guido, le scrivo dalla Provincia di Firenze, sono padre di due figli e ho un fratello di 30 anni che dopo una serie di delusioni affettive, lavorative si è allontanato da Dio. È sempre stato un giovane di fede, grande trascinatore, bravissimo animatore dell’Azione Cattolica. Ora però a causa di queste continue sofferenze si è allontanato e dice di non credere più. Mi dice: «che senso ha ascoltare la Parola, impegnarsi a metterla in pratica se poi la vita continuamente ti delude?». Io provo a incoraggiarlo ma mi rendo conto che non basta. Le scrivo per chiedere preghiere e soprattutto per chiederle qualche consiglio su come potrei aiutarlo.
La ringrazio della sua disponibilità.
Guido (FI)

Caro Guido
tu saprai certamente che andare dietro a Gesù non garantisce una vita priva di insuccessi umani, se si pensa questo inevitabilmente rimaniamo delusi, è un po’ l’esperienza che hanno fatto i discepoli di Emmaus. Nel vangelo di Luca leggiamo: «Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele» (Lc 24,21). Speravano che Cristo li salvasse e liberasse Israele dal dominio dei romani, ma non è stato così, infatti, vedendolo morire in quel modo pensavano che la sua morte fosse come la morte di tutti gli altri mortali e cioè che con quella morte fosse finita ogni speranza. Non pensavano, invece, che era necessario che Cristo morisse per entrare nel regno dei morti e sconfiggere definitivamente la morte, attraverso la sua resurrezione.
Lungo quel cammino verso Emmaus, Gesù riaccende in loro la speranza di una vita nuova nella quale la morte non è l’ultima parola ma la penultima, perché la Parola ultima e definitiva è la Vita piena, la Vita Eterna che − come ho già detto altre volte − consiste nella comunione con Dio, comunione che si può sperimentare già qui attraverso la ricerca sincera di Dio nella storia concreta della vita, attraverso i sacramenti e soprattutto nell’amore fraterno.
Il salmo 26, che ti invito a leggere e a proporre a tuo fratello dice: «Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”; il tuo volto, Signore, io cerco». Cercare il volto di Dio significa cercare la comunione con Lui, significa fidarsi e, come dice San Paolo, «tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio» (Rm 8, 28).
Aiuta tuo fratello a credere in Cristo non semplicemente per gli aiuti di carattere temporale, che peraltro rimangono un dono di Dio attraverso i quali cercare la comunione con Lui, ma perché seguire Gesù, la sua Parola lo aiuterà a scoprire la verità di se stesso: l’essere figlio, amato da Dio al di là dei propri successi o insuccessi, al di là di tutto. Inoltre accompagnalo con la tua preghiera e con la tua testimonianza di fede. Io ti assicuro la mia preghiera.
Coraggio. Dio ti benedica.

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