Primavera Missionaria News. Dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

San Gaspare 70 anni Santo

di Giacomo Manzo

Un mirabile modello di uno zelo eroico che generosamente s’immola per il più gran bene delle anime.
Il 12 giugno 1954 Pio XII proclamava “santo” Gaspare del Bufalo

Quello che è iniziato è un anno particolare per tutti noi. Infatti, il prossimo 12 giugno festeggeremo il 70° anniversario della canonizzazione di Gaspare del Bufalo. Un evento significativo che ancora in parecchi ricordano e che vedrà l’USC e PRIMAVERA MISSIONARIA impegnata per aiutarci a custodire nella memoria il significato profondo di quella giornata. La canonizzazione riguardò cinque santi. Oltre a don Gaspare, si trattava anche del primo missionario martire in Oceania, il sacerdote francese Pietro Chanel; poi il gesuita spagnolo Giuseppe Pignatelli, che quasi rifondò la Compagnia di Gesù dopo la sua soppressione; il giovane adolescente dell’Oratorio di don Bosco Domenico Savio e infine la bresciana fondatrice delle Ancelle della Carità Maria Crocifissa Di Rosa. Papa Pio XII introdusse la loro canonizzazione notando come Dio «non manca di rispondere alle angosciose suppliche» quando «le forze del male non cessano… i loro attacchi», «suscitando anime ricche di doni della natura e della grazia, che siano per i loro fratelli di conforto e di aiuto».
La caratteristica specifica di san Gaspare del Bufalo non fu tanto quella di «annunciare agl’infedeli il messaggio di Cristo», come nel caso di san Pietro Chanel, ma quella «non meno essenziale» di «mantenere vivo l’ardore della fede nel popolo cristiano». In questo Gaspare «rifulge di luce speciale» tra i santi romani. Pio XII ricordava anzitutto il suo apostolato proprio nel cuore di Roma e poi il periodo dell’esilio e del carcere sotto Napoleone, per poi sottolineare il carisma delle «sante missioni, destinate a rinnovare il fervore dei fedeli». La sua attività in tal senso fu «incessante» e portò nell’Italia centrale «la riconciliazione e la pace, il sollievo delle miserie corporali e soprattutto spirituali». Pio XII ricordò anche in pubblica piazza come egli, esclamando: «Paradiso, paradiso!» aveva sempre rifiutato le offerte di carriera ecclesiastica, «desiderando di rimanere sino alla morte “sul palco”». Con quest’espressione “sul palco”, il Papa faceva riferimento al «campo della sacra predicazione» come lui stesso l’aveva reinventata. Per tutto questo – concluse il Papa – egli è stato «un mirabile modello di uno zelo eroico che generosamente s’immola per il più gran bene delle anime». Proprio così lo ricordiamo come Missionari del Preziosissimo Sangue e come Unione Sanguis Christi. La sua opera continua!

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