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Serafino di Sarov

DI Enzo Napoli

Serafino di Sarov (XIV secolo) è uno dei santi russi più venerati e conosciuti in Occidente. È noto soprattutto per il suo celebre Colloquio con Motovilov, riguardante l’acquisizione dei doni dello Spirito Santo. Tra i criteri che permettono di misurarne gli effetti troviamo la gioia e la pace:
«[…] devo ancora spiegarti, o amico di Dio, in cosa consista la differenza tra l’azione dello Spirito Santo, che s’impadronisce misteriosamente dei cuori di quanti credono in nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, e l’azione tenebrosa del peccato, il quale viene in noi come un ladro, istigato dal demonio. Lo Spirito Santo ci fa ricordare le parole di Cristo e lavora in accordo con lui, guidando i nostri passi con solennità e gioia sulla strada della pace. Invece le trame dello spirito diabolico opposto al Cristo ci incitano alla rivolta e ci rendono schiavi della lussuria, della vanità e dell’orgoglio».
Per Serafino, lo Spirito di Dio agisce, compie un’opera di trasfigurazione, «guidando i nostri passi con solennità e gioia sulla strada della pace». Per lui non sono semplici metafore, la gioia e la pace sono state a lungo maturate, conquistate a forza nella solitudine del monaco davanti a Dio, in un combattimento contro le tentazioni. Serafino ne esce vincitore con l’umiltà e il pentimento che lo porteranno a godere della vittoria pasquale. Così, colmo di gioia spirituale, Serafino avvicinava ogni uomo con questa esclamazione: «Gioia mia! Cristo è risorto!» Con queste parole identificava la persona incontrata come promessa alla risurrezione, attraverso la quale il Signore era passato per primo a portare l’umanità al suo seguito, sulla via del Regno.
Con la gioia viene la pace. Non la pace come la può dare il mondo, una mera assenza di guerra, ma la pace che è comunione con una persona, fonte di una pace che non si esaurisce.
Inoltre, l’odio, la violenza, la distruzione e la guerra sono contagiose, ma anche la pace può essere contagiosa, può far regnare uno spirito di dolcezza e comunicarsi a coloro che rifiutano la violenza. Serafino diceva: «se sei in pace, folle attorno a te saranno salvate». Come comunione con la persona del Salvatore, questa pace riguarda la salvezza, è redentrice. Mediante il suo combattimento, l’ascesa, il rifiuto dello scoraggiamento e di ogni violenza, Serafino compare tra coloro che hanno ricevuto dal Signore le promesse delle Beatitudini: «Beati voi che ora piangete, perché riderete». «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

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