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Solo l’amore guarisce sempre

di Massimiliano Postorino

Solo l’amore guarisce sempre

La luce della sera filtrava attraverso le serrande e il silenzio della stanza di un ospedale era ritmato dallo scandire dei battiti cardiaci. Un ventilatore automatico aiutava il respiro di Gianni, uomo e paziente di 75 anni, che stava vivendo le ultime ore della sua esistenza terrena. Accanto a lui sua figlia in silenzio, che a stento aveva il coraggio di stringergli la mano, impressionata da quel dolore che da giorni affliggeva il padre per un tumore ormai terminale.

Insieme stavamo combattendo l’ultima battaglia

Io ero il suo medico e lo ero stato per molti anni: insieme avevamo gioito e sofferto l’andamento ricorrente delle recidive… Insieme stavamo combattendo l’ultima battaglia. Tantissime volte, nella mia vita lavorativa, devo affrontare l’ultima sconfitta e accompagnare il paziente nelle sue ore finali; purtroppo o per fortuna non è una cosa a cui mai ci si fa l’abitudine. Sorella morte è stata compagna, leale e seria, di tutta la mia vita professionale, ma ringrazio i miei maestri e la mia fede per avermi insegnato a rispettarla, insieme a fratello dolore, anch’egli vecchio ed instancabile compagno di viaggio per chi cura le malattie oncologiche.

In quei momenti, le tante bellissime vittorie, che l’arte e la scienza medica conseguono (la medicina è sia scienza che arte!), vengono dimenticati perché il cuore di medico entra in empatia con quello del fratello ed i successi del passato non leniscono il peso e la pena che porti ogni volta.

Dio permette la libertà e non la malattia

È stato valutato statisticamente che ogni cinque minuti nel nostro organismo almeno tre cellule sbagliano nella loro riproduzione, generando un potenziale tumore, quasi sempre distrutto dal nostro sistema immunitario. Per questo, da uomo di scienze e di fede rigetto totalmente quella umana frase che chiede: «Dov’è Dio nel dolore e perché lo permette?». Dio permette la libertà e non la malattia. Egli è coerente nel suo amore, tanto più che la nostra esistenza è solo una parentesi piccolissima nell’eternità, cui noi apparteniamo e che spesso dimentichiamo.

A volte non riflettiamo sul fatto che addirittura la nostra materia è eterna, poiché la fisica ci insegna che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Non solo quindi la nostra anima è figlia dell’infinito: il Signore ha messo di fronte ai nostri occhi l’esempio più razionale di eternità (materia ed energia), ma noi stentiamo ancora a credere!

L’unico anticorpo è l’amore

In merito alla vita trascorsa insieme a sorella morte e fratello dolore, vi è solo un anticorpo che può controllarli: l’amore. È sciocco per un medico e uomo di scienza sentirsi invincibile, confidando solo nelle potenzialità della mente umana. Ho curato più persone con il cuore che con le medicine ed il segreto sta nel prendersi cura del fratello. A noi cristiani, ovunque e comunque, ci è chiesto di prenderci cura di chi ci è accanto, nei limiti e nelle possibilità della nostra persona. Amare il fratello è il suo comandamento, prendersene cura è la più naturale e gioiosa conseguenza. Siamo nati per amore, amiamo per vivere e viviamo per amare ed essere amati, il resto è il rumore.

Gianni, tra fede e ateismo

Gianni da giovane era stato uno studente del seminario maggiore e conosceva benissimo la chiesa e le scritture. Era però poi diventato ateo e aveva intrapreso una folgorante carriera come dirigente dello Stato. Per questo motivo, io credente e lui ateo, ci confrontavamo sulla fede e sull’esistenza di Dio, con appassionati e profondi discorsi fino alla fine dei suoi giorni.

La più bella professione di Fede

Quella sera in cui Gianni ci lasciò, mi mandò a chiamare, sapendo che erano gli ultimi momenti della sua vita. Conosceva il dolore della figlia e per il grande amore che aveva nei suoi confronti, non voleva che assistesse all’ultimo istante. Non voleva però morire da solo e mi chiese di tenergli la mano. Naturalmente ero lì, con un sorriso di pace che solo lo Spirito sa darti in quei momenti per trasmetterla agli altri. Il Signore ci chiama a comunicargli il suo amore attraverso parole e gesti.

Gianni allora mi disse: «Per una vita sono stato razionalmente ateo, ma riconosco che la forza con cui voi cristiani state di fronte al dolore e lo condividete, è sovrumano. Non viene da voi uomini, dalle vostre capacità, ma c’è Qualcuno che vi dà questo coraggio e questa testarda volontà di amare anche ciò che vi ferirà e segnerà la vostra vita inevitabilmente, senza fuggire. A questo Qualcuno io sono grato perché l’ho potuto sperimentare. Se avessi riconosciuto tutto ciò molto prima, oggi non morirei ateo».

Stetti in silenzio, poi lo guardai e dissi: «La tua è stata la più bella professione di Fede che abbia mai ascoltato», e con un sorriso mi lasciò. La vita certo è imprevedibile, ma l’amore che lo Spirito infonde in noi ci ha già salvati di fronte ad ogni cosa, anche la morte.

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