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Tanzania – La Missione continua

di Terenzio Pastore

Lunedì 30 ottobre
A SCUOLA

La scuola “San Francesco Saverio” di Itigi è frequentata dagli oltre 100 bambini e ragazzi adottati da famiglie, parrocchie e associazioni italiane. Senza questo sostegno non potrebbero ricevere nessuna istruzione! La curiosità e la gioia per l’arrivo del nostro gruppo si sono trasformate in diffidenza e timore quando abbiamo spiegato che eravamo lì anche per il check up annuale. I più coraggiosi hanno via via persuaso gli altri, convinti anche dalla caramella premio. Medici, dentisti e volontari hanno compilato le schede di tutti, aggiornando i dati relativi ad altezza, peso, denti e cavo orale. La merenda speciale ha fatto crescere l’entusiasmo, arrivato alle stelle durante il collegamento con l’Italia. Un incontro pieno di stupore e sorrisi con gli alunni degli Istituti Comprensivi “Elsa Morante” di Roma e “V. O. Cencelli” di Sabaudia (LT), che sin dallo scorso anno scolastico hanno aderito al Progetto “Acqua nel deserto”. Al momento dei saluti, fosse dipeso da loro, avrebbero annullato la distanza geografica. Dovremmo proprio imparare dai bambini ad abbattere le barriere che imprigionano l’umanità…

CLINICA ODONTOIATRICA
Era stata inaugurata lo scorso anno, per volontà di Mike Doseck, papà di Logan, che aveva coinvolto un’equipe di dentisti del suo Paese, gli Stati Uniti d’America. I sogni del figlio non si sarebbero infranti a causa della morte prematura. Si sarebbero realizzati nel segno della carità.
In questi giorni Adolfo, Federica e Rocco costituiscono il terzo gruppo di dentisti che, nel corso del 2023, hanno messo volontariamente a disposizione dell’Ospedale San Gaspare la propria professionalità. Grazie alla collaborazione con l’AIO (Associazione Italiana Odontoiatri) ad aprile era stato già presente un primo gruppo di dentisti italiani seguiti, nel mese di giugno, da un’altra equipe USA. Un inizio certamente molto positivo, che ha messo anche in luce la maggiore criticità da affrontare: la manutenzione. Il 2024 fa prevedere un ulteriore intensificarsi del servizio, visto che l’equipe USA prevede di organizzare due missioni, nei mesi di gennaio e di luglio.

Mercoledì 1° novembre
DA KINANGALI A KITOPENI

Kinangali è il villaggio senza acqua né luce, nei pressi del “deserto del sale”, dove ero stato per la prima volta quasi due anni fa. Una “visita” a cui aveva fatto seguito una notte travagliata che, però, tra preghiera e riflessione, tra lacrime e insonnia, aveva generato un’ispirazione. Ora ne posso essere certo! Con la stesura dell’ultimo capitolo del libro Questa è sempre casa tua nacque il Progetto “Acqua nel deserto”. Nel ritornare a Kinangali provo un mix di tristezza e gioia. Il governo tanzaniano non ha ancora realizzato il programma di fornire acqua al villaggio, ma senza passare di qui non ci sarebbero stati tanti incontri, soprattutto nelle parrocchie e nelle scuole, che hanno coinvolto migliaia di persone, a partire dai più piccoli. E non ci sarebbe stato neppure il fiume di solidarietà che ha permesso di scavare sei pozzi. Il sesto lo inaugureremo proprio nel pomeriggio! Nello scorso mese di luglio, proprio al termine di un incontro, una signora mi chiese maggiori informazioni sul Progetto “Acqua nel deserto”. Pochi giorni dopo inviò una mail, in cui manifestava la volontà di dedicare un pozzo a Maria, Madre gioiosa delle grazie. In allegato aggiunse la ricevuta del bonifico. Qualche settimana fa il pozzo è stato scavato a Kitopeni, a circa 20 chilometri da Itigi, in un terreno dell’Ospedale San Gaspare. Dallo scorso anno, grazie al contributo della Caritas di Benevento, vi erano stati piantati 500 alberi di anacardi, che già portano i primi frutti. Nonostante la mancanza di acqua. Ora, con la fonte d’acqua trovata − abbondante e di ottima qualità − il terreno potrà essere utilizzato al meglio, e diventare una risorsa importante per sostenere le spese dell’Ospedale. Maria, Madre gioiosa delle grazie, non farà mancare il Suo aiuto… per Kitopeni, per l’Ospedale e per continuare il Progetto. In questi giorni mi sono state indicati altri luoghi in cui un pozzo sarebbe proprio necessario. L’acqua porterebbe vita e speranza!

Giovedì 2 novembre
UN AMORE SENZA CONFINI

È il momento della festa, nell Ospedale San Gaspare, per l’inaugurazione e la benedizione del pronto soccorso e del reparto di terapia intensiva, per la realizzazione della seconda parte del Progetto fattoria, e per l’acquisto di alcuni macchinari e attrezzature. La Provvidenza si è servita della sensibilità di tanti, coinvolti anche mediante le Comunità CPPS in Italia, e della volontà di alcuni, che hanno compiuto vere e proprie scelte di vita. Tra questi la Famiglia Savoia, di Benevento: il loro contributo è stato determinante per costruire e attrezzare la terapia intensiva, l’unica nel raggio di 150 chilometri. La fede sta illuminando il quotidiano di Enzo e Antonella, genitori di Maria Virginia, che alcuni anni fa il Signore ha chiamato a sé. A lei, alla presenza di un altro dei suoi fratelli, Ireneo, è stato dedicato il reparto, in un momento denso di commozione e gioia. Per la Famiglia Savoia, come per Mike Doseck, la sofferenza e il dolore sono diventati germoglio di carità. È la logica del mistero pasquale: nel giorno dedicato alla Commemorazione dei Fedeli Defunti questa inaugurazione è ancor più significativa. Sì, la morte non è la fine di tutto; la morte genera nuova vita. Una vita senza confini.

Sabato 4 novembre
VIVA PER MIRACOLO, MA…

In aeroporto: inizia il viaggio di ritorno dalla Tanzania. Domani saremo in Italia.
Per questi giorni di missione sono tantissimi i motivi di lode e ringraziamento al Signore e a coloro che, con la preghiera e la solidarietà, sono stati strumento della Sua Provvidenza. Salome è uno dei miracoli a cui abbiamo assistito. La neonata non poteva essere nutrita a causa delle complicanze del parto avute dalla mamma; l’arrivo di Marco, ostetrico, che aveva messo in valigia latte zero per prematuri, le ha già permesso di iniziare una seconda vita. Due giorni dopo, però, la grande gioia ha lasciato spazio alla tristezza: per sua mamma non c’è stato nulla da fare! E la tristezza è divenuta ancor più grande quando abbiamo saputo che anche sua sorella era morta nello stesso modo! La loro vicenda è, all’estremo, uno degli aspetti della missione. I miracoli sono spesso… a metà! Ai segnali di crescita e di speranza si contrappongono situazioni in cui non si riesce a intervenire. Tristezza e gioia vanno inesorabilmente a braccetto, come a Kinangali. Certo, è uno degli aspetti della vita, ma quante volte da queste parti l’ago della bilancia pende verso la sofferenza e il dolore. La “messe” è davvero tanta! C’è bisogno di “operai”! Chi vuole esserlo non ha altra scelta che alimentare la preghiera e l’impegno, perseverare nel dono di sé e… affidare tutto a Dio.

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