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The Conjuring e Spider-Man: No way home

Di Alberto Celani, CPPS

Cinema

The Conjuring – Per ordine del diavolo

Regia di M. Chaves.

Terzo capitolo della saga dell’orrore sui casi della coppia di demonologi Ed e Lorrain Warren, decisamente il più debole dei tre ma non per questo poco godibile. C’è una forza in questa trilogia e non è né la paura, né il demonio, ma la famiglia! Sì, questa coppia traspare amore in ogni istante, anche nei momenti più impensabili, ed è per questo che siamo sempre incollati alla sedia per paura che qualcuno faccia del male ai nostri eroi. Tratti da storie vere (come dimostra l’audio nei titoli di coda) anche se ampiamente drammatizzati, questi film ci dicono che il contrario del male è l’amore.
Serviva il diavolo per far splendere la bellezza della famiglia? Ma forse sono l’unico che ha visto questa sottotrama nei tre film? Per me è evidente.

Voto CinemaScopio: 7-

Cinema

Spider-Man: No way home

Regia di i J. Watts

Terzo film della trilogia “home” di Spider-Man. Filmone assurdo, con budget assurdo (che oggi è dato solo ai film di supereroi), attori assurdi… Sì sì, è bello, vi divertirete… ma anche vi annoierete! Sì, perché a tratti è noioso ma non è questo il punto. Ormai abbiamo bisogno di film tutti collegati, che puoi dire “aaaah se non hai visto questo non ci puoi capire nulla”, siamo tutti degli eterni adolescenti che abbiamo bisogno che si parli del nostro passato e questi sceneggiatori lo sanno bene. Ci sono cose interessanti? Molte, ma in mezzo a discorsi che sono una serie di bla bla bla messi apposta per creare momenti epici.
Che mi sembra? Un album di foto di famiglia in disordine, bello  sì, tenero, ma sempre in disordine.

Voto CinemaScopio: 6 e ½

Strappare lungo i bordi

Regia di Zero Calcare

Eccola, la serie tv più osannata del momento, fatta da sei capitoli di venti minuti si può guardare tranquillamente come un film (ma io l’ho divisa in due). Ritmo frenetico, romanaccio a gogò, irriverenza quanto basta: tutto per portarci nel mondo mentale di Zero, giovane uomo che affronta la vita tra stereotipi e voglia di autenticità. Funziona? Funziona benissimo e lo dicono in molti… eppure leggere il troppo entusiasmo di alcuni non mi ha giovato. L’ho apprezzata davvero molto per la panoramica sul nostro modo di analizzare e affrontare la vita e le sue aspirazioni, un taglio ironico (ma sempre appunto “tagliente”) sulla nostra anima che non avevo mai visto. Eppure, quando le cose si fanno molto serie qualcosa si perde, c’era ancora da scavare secondo me, non mi ha convinto (anche se mi ha emozionato).
Comunque, davvero una grande serie.

Voto CinemaScopio: 7 +

Don’t Look Up

Regia di A. McKay

Un cast stellare per un film su di una cometa in rotta di collisione sulla terra, alcuni la scoprono, pochi ci credono, molti ne parlano, mani si sfregano ecc. ecc. Che film pazzesco: una metafora perfetta del “mondo”, non del nostro mondo, ma del “mondo”, sì di quello di cui parlano anche le Scritture. Le dinamiche del mondo nella loro anti-umanità sono tutte presenti. C’è un po’ di questi personaggi macchietta in ognuno di noi. Una commedia nerissima, con solo un grande difetto: in alcuni momenti risulta davvero lenta e, secondo me, una commedia (anche se nera) non deve mai essere noiosa. È un film che oserei definire importante,  uno di quelli su cui discutere.

Voto CinemaScopio: 8 –

Nowhere Special – Una storia d’amore

Regia di U. Pasolini

Regista italiano per questo film internazionale indipendente su di un papà in fase terminale che cerca una famiglia adottiva per il suo piccolo. Giustamente le cose belle in Italia arrivano sempre con un anno di ritardo, un film devastante e non per i momenti volutamente strappalacrime (ridotti all’osso), ma per il pragmatismo di quest’uomo impregnato d’amore per il figlio. Le sue domande, le sue angosce sono davanti a noi senza che lui dica una parola: potentissimo! Il finale? Wow, secco e tagliente eppure così vero. Da vedere!

Voto CinemaScopio: 8 –

Matrix Resurrections

Regia di L. Wachowski.

Sì, è arrivato, dal 1° gennaio 2022 abbiamo il nuovo film di Matrix, dopo averlo visto volevo tornare nel 2021. Un meta-film che si prende in giro da solo e fa ridere solo se stesso, della serie se butti le mani avanti contro la tua stessa opera allora che lo giri a fare il film? Scene d’azione scarse (in quantità e qualità con la telecamera sempre in movimento neanche ci fosse un terremoto), storia fragilissima, un personaggio che si sveglia solo quasi ai titoli di coda. Tutta la sottotrama cristologica della trilogia, anche se a tratti dissacrante, qui manca del tutto, è un film sul niente con alla fine la morale dell’ultimo secondo che l’amore è bello… mah, lo credo anche io, ma non mi ha convinto. Basta con questo cercare di cavare il ragno dal buco! Se una storia è finita è finita, il brodo se lo allunghi troppo fa questo effetto.

Voto CinemaScopio: 5

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