Primavera Missionaria News. Dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Tra graffio e sorriso

Di Federico Maria Rossi

Pink non è la cantante che ti aspetteresti di trovare sul “Segno del Sangue”. Ma fa tre cose per cui penso non sia male che se ne parli su queste pagine: fa buona musica, canta di cose non banali, prova a vivere pienamente la sua vita, con umanità 

Parto dall’ultima. Qualche anno fa uscì la notizia che, dopo due anni di matrimonio, Pink si era separata dal marito, il motociclista di cross Carey Hart. Niente di speciale, ho pensato allora: un’altra “coppia che scoppia”, una ragazzina di successo che si colora i capelli e un pilota tatuato che si invaghiscono, si sposano e poi si mollano. Storia già sentita, perfetto rinforzo per un paio di stereotipi che mi portavo (forse mi porto) nel cuore e nella mente.  

Eppure, due anni dopo, leggo che sono tornati insieme. Non avevano mai divorziato, hanno iniziato un percorso di terapia di coppia, hanno affrontato le difficoltà e le chiusure e sono tornati a vivere insieme. A chi le chiedeva che cosa si “portasse via” dal tempo di separazione, Pink rispose: «Cerchiamo di proteggerci dall’essere pienamente innamorati, aperti e vulnerabili, ma quello che veramente finiamo per fare è chiuderci all’amore vero e all’opportunità di imparare davvero, di crescere insieme all’altro. Quando facciamo così, pensiamo di proteggerci, di farci del bene, ma in realtà è a nostro danno».  

Nelle sue canzoni, Pink non nasconde mai questa difficoltà del crescere, del rimanere vulnerabili, che passa anche per emozioni forti e a tinte scure: la rabbia, la paura, lo sconforto. Queste emozioni sono presenti da sempre nei lavori della cantante, tanto che la madre ebbe a commentare: “I suoi primi testi erano sempre molto introspettivi. Alcuni erano molto cupi, molto profondi, quasi preoccupanti”. Ma nella Pink più adulta vengono quasi sempre temperate da quel suo lato così pieno di energia e di leggerezza che non manca mai: “Quando scrivo, anche le canzoni più “arrabbiate”, come So What, per me ogni emozione è coinvolta: sono sarcastica, sono leggera, sono arrabbiata. Io sono tutte queste emozioni, tutte alle stesso tempo. Per questo le includo nelle mie canzoni”.  

Le canzoni di Pink non sono solo introspettive, brani in cui l’artista si mette a nudo e condivide pezzi della propria vita, ma trattano spesso di temi sociali non indifferenti. Nel 2006, tra tante starlette e “ragazze da paparazzi”, esce Stupid Girls, che prende una posizione forte contro la mercificazione delle donne nel mondo dello spettacolo e della musica. È qualcosa che Pink ha vissuto in prima persona: inizialmente, presa dall’ansia di sfondare, si è lasciata cucire addosso un’immagine che il mondo del marketing riteneva potesse avere successo. “Ma ho scoperto che vendere dischi non era abbastanza. Mi sono detta che, dopo il primo album, preferivo tornare a casa e ricominciare da zero che rimanere ancora intrappolata in un «mondo di plastica»”. La scelta di prendere in mano la propria carriera, di scegliere lei stessa collaboratori, stile e arrangiamenti ha messo sulle spine i suoi produttori, ma ha dato i suoi frutti. 

Nel 2017, mentre Trump prometteva muri di divisione, Pink pubblica What About Us, un brano che parla “di tutti noi che si sentiamo non voluti e dimenticati e invisibili”. È il brano con cui ho conosciuto Pink: mi è entrato dentro e spesso lo riascolto. Due versi mi sono cari: “We are problems that want to be solved / We are children that need to be loved”, “Siamo problemi che vogliono essere risolti / Siamo bambini che hanno bisogni di essere amati”. Se il primo ci porta fuori strada (siamo “misteri”, non “problemi”), il secondo centra in pieno il nostro essere figli di un Dio che ci ama. 

No, non tutta la musica e la vita di Pink “seguono il Catechismo”. Ma di lei ammiro la capacità di scelta e di indipendenza — prendere in mano la propria carriera, accettandone i rischi ed evitando un successo più sicuro e più finto; scegliere di sposarsi e di affrontare le difficoltà piuttosto che arrendersi a un divorzio facile; scegliere di cantare di sé stessa e di quei temi grandi che interrogano lei e noi. Di Pink mi piace la musica piena e i testi in bilico tra graffio e sorriso. Mi piace l’energia, la grinta, il non scendere a compromessi. E non è poco. 

Condividi          

Pink

Pink, cantante poliedrica tra punk, rock e ballate introspettive , forse non ha una vita e uno stile da catechismo. Ma mostra la bellezza di una vita che sa andare oltre il compromesso per esprimere pienamente ciò che si muove dentro di noi e ciò che di importante accade intorno a noi. 

Playlist YouTube

Playlist Spotify

Editoriale

Password

Colloqui con il padre

Altri in evidenza

Altri in evidenza

Nel segno del sangue

Ultimo numero

Nel Segno del Sangue

La nostra voce forte, chiara e decisa sulla società, sul mondo, sull’attualità, sulla cultura e soprattutto sulla nostra missione e vita spirituale come contributo prezioso alla rinascita e allo sviluppo della stessa Chiesa.

Abbonati alle nostre riviste

Compila il modulo on-line con i tuoi dati e riceverai periodicamente il numero della rivista a cui hai deciso di abbonarti.

Le nostre riviste

Primavera Missionaria: il bollettino di S. Gaspare
Nel Segno del Sangue: il magazine di attualità dell’USC
Il Sangue della Redenzione: la prestigiosa rivista scientifica.

Copertina Primavera Misionaria
Copertina Nel Segno del Sangue
Copertina Il Sangue della Redenzione