Dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo
Vi chiamo amici…

di Nadia Coppa
Chiamati a crescere nell’Amicizia con Gesù
Desidero offrire una condivisione in merito all’amicizia che viene tessuta in comunità, giorno dopo giorno, e come la dimensione spirituale aiuti a progredire nel dono di sé, a farci sentire fratelli e sorelle in cammino, in cordata.
Questa volta è Tommaso a raccontarsi, facendoci gustare la freschezza del suo cambiamento e della sua crescita.
L’amicizia nella comunità
«Nella nostra comunità ogni giorno abbiamo l’opportunità di tessere relazioni di amicizia tra noi e con coloro che si impegnano per il nostro cambiamento.
Sono tante le persone che instancabilmente ci donano la loro vita e il loro esempio: amici che si affiancano al nostro cammino trovando sempre un’occasione per pensarci.
Suor Nadia e gli operatori ci seguono con tanta dedizione e cura affrontando con noi il percorso, indicandoci quei mezzi utili per superare ostacoli e progredire nella crescita umana e interiore.
L’amicizia con i volontari è molto edificante: il loro esempio di servizio che si esplica nel mettersi a disposizione delle nostre necessità ci aiuta a non sentirci soli.
Ci sono poi gli operatori dei servizi sanitari e civili che, in rete, ci sorreggono individuando risorse utili al completamento dei nostri obiettivi.
Accanto a questi volti noti e familiari, ci sono poi quelli di persone che intercettiamo durante l’uscita domenicale in parrocchia e che con un sorriso fiducioso, uno sguardo di comprensione e di tenera cura, ci trasmettono tanta umanità.
Sono tante insomma le persone “amiche” che, aprendo il loro cuore, ci arricchiscono con la loro solidarietà… persone che possiamo chiamare “amici”, perché dalla nostra parte e perché ci includono nella loro vita riconoscendo la bellezza di ciò che siamo.
Due amici particolari
Desidero ricordare due amici particolari.
Il primo è mons. Giuseppe Favale, vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli, realtà ecclesiale a cui appartiene la nostra comunità.
È un amico perché viene spesso a farci visita, si intrattiene con noi e si interessa ascoltandoci con cuore paterno e comprensivo.
Non avrei mai immaginato di avere l’opportunità di relazionarmi con un vescovo: la prima volta che ho conosciuto padre Giuseppe, così mi piace chiamarlo, era il 3 giugno 2025 quando venne al centro “San Filippo” per una celebrazione giubilare e il passaggio della nostra Porta Santa.
Fu un momento molto intenso che ricordo con commozione e meraviglia.
Per me era tutto nuovo e insolito.
Da allora con padre Giuseppe si è creato un legame forte.
Infatti, su invito di suor Nadia, vengono programmati dei momenti insieme.
Padre Giuseppe ha piacere di incontrarci e noi abbiamo tanto piacere di ascoltarlo e gioire della sua visita.
Le festività natalizie e pasquali sono spazi di vicinanza e condivisione che ci fanno bene.
Padre Giuseppe ci trasmette tanto interesse e serenità e, non nego, che sorprende fare esperienza di come umilmente una persona così significativa per il suo ruolo, condivida la sua passione per Gesù e la Chiesa con noi, donando alla nostra anima e al nostro spirito parole che trasmettono tanta speranza.
Con lui ci sentiamo a casa: è una persona molto semplice e disponibile, aperta e comprensiva.
Si è creato un dialogo sereno e libero: ci sentiamo incoraggiati a condividere delle difficoltà che viviamo, ad aprirci ad un confronto sul quotidiano, ad avere delle conversazioni sincere che fanno bene al cuore.
Tutto serve al nostro bene, alla nostra crescita.
Questo è qualcosa di gratificante.
Sapere che, nonostante tutto, siamo fratelli e la fede ci rende famiglia è sorprendente.
Gesù, amico speciale
Un altro amico sicuramente speciale, direi di eccellenza, è Gesù, che sto iniziando a conoscere grazie al cammino di fede che cerco di coltivare.
Le opportunità spirituali che suor Nadia ci offre ci aiutano ad interrogarci sulla nostra vita alla luce dell’esperienza di Gesù, vero amico di ogni persona.
Come spesso suor Nadia ci dice: «La fede non risolve i problemi, ma ci aiuta a dare un significato al nostro percorso, un senso e un fine al nostro cammino».
È importante crescere umanamente, ma anche spiritualmente, perché la nostra anima è uno spazio sacro abitato dall’Amore.
Con suor Nadia non mancano le opportunità in cui avvertiamo l’invito di Gesù a crescere nell’amicizia con Lui.
Ogni settimana abbiamo un incontro spirituale con lei sul Vangelo della domenica: condividiamo cosa la Parola di Dio suggerisce ad ognuno, la spezziamo l’uno per l’altra e questo, non solo ci aiuta a prepararci per la celebrazione Eucaristica domenicale, ma ci fa crescere come gruppo che cerca, anche con l’aiuto della fede, di dare un significato profondo al proprio riscatto.
Poi i vari momenti di preghiera, la liturgia condivisa in parrocchia, il sacramento della riconciliazione: diverse tappe che ci aiutano ad abbracciare la vita nuova.
Amici nelle difficoltà e nelle gioie
Allora perché il sostantivo “amici”?
Perché lo siamo nelle difficoltà e nelle gioie.
Perché siamo amici nelle diversità e nel cambiamento.
Amici nella fede, nella speranza.
L’amicizia ci aiuta a crescere.
Crescere come comunità
A “San Filippo” si cresce: dal punto di vista umano, relazionale, spirituale.
Cresciamo e maturiamo ogni giorno, tra momenti di luce e ombra, tra giorni in cui tutto sembra facile e momenti di scoraggiamento… tutto ci aiuta.
Come cresciamo?
Crescendo come gruppo, come comunità di fratelli che si aiutano l’uno l’altro e che ricevono il conforto del Bene che si esprime in tanti modi.
Non ci sono età, non ci sono ruoli… tutti desideriamo cambiare e crescere.
Bisogna crederci.
Credere nel cambiamento e nella vita nuova
Il vescovo Giuseppe crede in Dio, crede nel bene e dunque crede in me.
Suor Nadia crede in me e nel mio cambiamento.
Gli operatori credono in me.
I miei amici, compagni di viaggio, credono in me.
La mia famiglia crede in me.
Io fortemente ci credo: credo in me e in un domani colmo di vita nuova.
Continuerò a crederci perché facendolo tutto quel che si crea è fantastico… come questa grande esperienza di vita che provvidenzialmente mi trovo a vivere.
Chiamato a diventare amico della vita, degli altri… di tutti!».
Tommaso.
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