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Il robot selvaggio e L’amica geniale

di Alberto Celani

Cinema

Il robot selvaggio

di C. Sanders, con L. Nyong’o, K. Connor, P. Pascal.

Naufragio vicino alle scoglie di un’isola sperduta, tutto il contenuto di una nave cargo sembra perduto, ma ecco qualcosa sopravvive: una robot della serie ROZZUM, robot capace di interagire con gli esseri umani in svariate lingue e di compiere compiti a lei assegnati. Peccato che lì ci siano solo animali selvaggi che scansano l’insistente robottina, fino a che non si trova davanti al compito più difficile di tutti: curare e far crescere un piccolo pulcino di oca che l’ha “adottata” come mamma. Che si devono inventare oggi giorno direte voi eh?! E invece devo dirvi che si tratta davvero di un cartone animato potente sul senso del diventare adulti, genitori e di come non si è mai preparati ad esserlo. Un film con un robot ma pieno di cuore!

Prima di tutto vorrei specificare che gli attori sopra menzionati sono quelli che prestano le voci nella versione originale, ovviamente in italiano ve ne sono altri. Il regista è stato lo sceneggiatore de La bella e la bestia e Aladdin (e questo dice molto), da grande adesso si è dato alla regia e lo fa con grande capacità.
Il film mi ha straordinariamente emozionato, anche se devo dire che la linea narrativa era perlopiù scontata già dal primo incontro tra Roz e Beccolustro, l’ochetta.
Un difetto è forse l’aver voluto mettere troppi personaggi, molti dei quali hanno troppo poco spazio. Ma nonostante ciò davvero un bel film d’animazione. Buona visione!

Voto CinemaScopio: 7.5

L’amica geniale

di S. Costanzo, con M. Mazzucco, G. Girace, D. Romano.

Italia, anni ’50, Elena (Lenù) è una bambina molto educata e molto brava a scuola che vive in un rione povero di Napoli. A scuola però scopre che Raffaella (Lila) è davvero di un’altra pasta, una bambina dalle capacità e un’intelligenza estremamente acute, caratterizzata però da un comportamento schivo e, a tratti, cattivo. Ho visto questa prima stagione quasi per sbaglio credendo fosse una serie tv sulla scuola, niente di più lontano dalla realtà. Si parla infatti di amicizia, di infanzia e adolescenza, di scuola certo, del potere del denaro, delle differenze sociali, del ruolo della donna, della povertà, dell’ignoranza. Tutti temi interessanti; eppure, non sono i temi ad avermi colpito, ma la superba fattura di questa opera: pregevole!

Probabilmente sarò l’ultimo ad aver visto questa serie (fatta di quattro stagioni, sono ancora indietro), trasposizione della serie letteraria di Elena Ferrante (pseudonimo di un autore ignoto) e che recentemente il «New York Times» ha eletto miglior romanzo del XXI secolo (non so dire se tale cosa sia eccessiva, ma certo dice la portata di questo fenomeno).
Saverio Costanzo alla regia è superbo, lo avevo già molto apprezzato nel film Private sulla questione israelo-palestinese. Le giovani attrici sono perfette nonostante alla prima esperienza.
Eccessivo, in parte violento, spietato, viscerale, in parte pesante ma fatto con estrema cura. Un prodotto italiano di livello internazionale!

Voto CinemaScopio: 9

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