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Vita

di Terenzio Pastore

Ogni vita umana ha un valore inestimabile. Unico. In quattro istantanee provo a condividerne alcuni aspetti che, spero, suscitino una più ampia riflessione, personale e, magari, in famiglia e comunitaria.

… SPEZZATA
 «La guerra – ogni guerra – genera odio. E l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo, dopo la fine dei conflitti. La guerra è frutto del rifiuto di riconoscersi tra persone e popoli come uguali. Dotati di pari dignità. Per affermare, invece, con il pretesto del proprio interesse nazionale, un principio di diseguaglianza. E si pretende di asservire, di sfruttare. Si cerca di giustificare questi comportamenti perché sempre avvenuti nella storia. Rifiutando il progresso della civiltà umana. Il rischio, concreto, è di abituarsi a questo orrore. Alle morti di civili, donne, bambini. Come − sempre più spesso – accade nelle guerre. Alla tragica contabilità dei soldati uccisi. Reciprocamente presentata; menandone vanto. Vite spezzate, famiglie distrutte. Una generazione perduta» (Sergio Mattarella, Discorso di fine anno, 2023). E quante vite spezzate a causa della violenza, della criminalità organizzata, delle mafie, della corruzione, delle dipendenze, degli eccessi…

… DONATA
 Nell’anno appena trascorso, insieme con migliaia di altri fratelli e sorelle cristiani, almeno 20 operatori pastorali, consacrati e laici, sono stati uccisi nel mondo. «Ancora ci sono – e sono tanti – quelli che soffrono e muoiono per testimoniare Gesù, come c’è chi è penalizzato a vari livelli per il fatto di comportarsi in modo coerente con il Vangelo, e chi fa fatica ogni giorno a rimanere fedele, senza clamore, ai propri buoni doveri, mentre il mondo se ne ride e predica altro. Anche questi fratelli e sorelle possono sembrare dei falliti, ma oggi vediamo che non è così. Adesso come allora, infatti, il seme dei loro sacrifici, che sembra morire, germoglia, porta frutto, perché Dio attraverso di loro continua a operare prodigi (cfr. At 18,9-10), a cambiare i cuori e a salvare gli uomini» (Papa Francesco, Angelus, 26 dicembre 2023).

… NEGATA O ACCOLTA
 Il Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della CEI per la 46ª Giornata Nazionale per la Vita − 4 febbraio 2024 − ha come tema «La forza della vita ci sorprende. “Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita?” (Mc 8,36)». Sono tante le “vite negate”: «La vita del nemico − soldato, civile, donna, bambino, anziano… − è un ostacolo ai propri obiettivi e può, anzi deve, essere stroncata con la forza delle armi o comunque annichilita con la violenza. La vita del migrante vale poco, per cui si tollera che si perda nei mari o nei deserti o che venga violentata e sfruttata in ogni possibile forma. La vita dei lavoratori è spesso considerata una merce, da “comprare” con paghe insufficienti, contratti precari o in nero, e mettere a rischio in situazioni di patente insicurezza. La vita delle donne viene ancora considerata proprietà dei maschi − persino dei padri, dei fidanzati e dei mariti − per cui può essere umiliata con la violenza o soffocata nel delitto. La vita dei malati e disabili gravi viene giudicata indegna di essere vissuta, lesinando i supporti medici e arrivando a presentare come gesto umanitario il suicidio assistito o la morte procurata. La vita dei bambini, nati e non nati, viene sempre più concepita come funzionale ai desideri degli adulti e sottoposta a pratiche come la tratta, la pedopornografia, l’utero in affitto o l’espianto di organi. In tale contesto l’aborto, indebitamente presentato come diritto, viene sempre più banalizzato, anche mediante il ricorso a farmaci abortivi o “del giorno dopo” facilmente reperibili». C’è da stringere e rafforzare un’alleanza a difesa della vita: «Per i credenti, che guardano il mistero della vita riconoscendo in essa un dono del Creatore, la sua difesa e la sua promozione, in ogni circostanza, sono un inderogabile impegno di fede e di amore. Da questo punto di vista, la Giornata assume una valenza ecumenica e interreligiosa, richiamando i fedeli di ogni credo a ono rare e servire Dio attraverso la custodia e la valorizzazione delle tante vite fragili che ci sono consegnate, testimoniando al mondo che ognuna di esse è un dono, degno di essere accolto e capace di offrire a propria volta grandi ricchezze di umanità e spiritualità a un mondo che ne ha sempre maggiore bisogno».

 … RINATA
L’itinerario Quaresimale ci invita ad accogliere l’abbraccio misericordioso del Padre, che ci risolleva dal peccato e ci dona la gioia di riprendere il cammino sostenuti dalla sua grazia. Un cammino da redenti. Una nuova vita. Don Tonino Bello, richiamando il Mercoledì delle Ceneri e il Giovedì Santo, ci ricorda che questo è il cammino di tutta la vita: «Cenere in testa e acqua sui piedi. Tra questi due riti si snoda la strada della Quaresima. Apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri… Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala». Dalla cenere all’acqua, cioè dal pentimento al servizio: «Pentimento e servizio. Binari obbligati su cui deve scivolare il nostro ritorno a casa. Cenere e acqua. Ingredienti primordiali del bucato di un tempo. Ma, soprattutto, simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi». La vita: dono inestimabile, da riconsegnare nelle mani di Dio.

 “Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un’ala soltanto.
L’altra, la tieni nascosta:
forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con Te”
.
(don Tonino Bello)

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