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Wonka e Il Signore degli Anelli-Le due Torri

di Alberto Celani

Cinema

Wonka

Regia di P. King, con T. Chalamet, C. Lane, H. Grant

Un ragazzo bizzarro e sognatore sbarca in città con il sogno di far conoscere il suo cioccolato eccentrico e sopraffino nella celebre Galleria Gourmet, luogo dei negozi dei migliori mastri cioccolatieri. Ingenuo e sprovveduto si ritrova presto nel bisogno e osteggiato dai mantenitori dello status quo industriale: il cartello del cioccolato. Terza presenza cinematografica per il personaggio di Willy Wonka (dopo Gene Wilder e Johnny Depp), più giovane ma anche del tutto antitetico al proprietario della fabbrica di cioccolato che conoscevamo, un musical che scorre con qualche buona risata, ottime canzoni, tanta tenerezza e un po’ di pigrizia nei dialoghi. Niente di che!

Non avevo nessun interesse per questo film, forse perché non sono un fan dei due precedenti. Sarebbe stato un film che avrei visto magari in seguito senza la fretta di correre al cinema. Però alla fine mi sono convinto! E il motivo è lui: il regista Paul King (lo so che vi aspettavate tutti Timothee Chalamet, l’attore asso pigliatutto del momento, ma a me non entusiasma). Da questo regista sono venuti i due film di Paddington che ritengo tra i due migliori film per bambini e famiglie degli ultimi 10 anni, con un grande humor e personaggi indimenticabili, quelli che ho definito a tutte le persone a cui li ho consigliati come “due film di buoni sentimenti”. Ecco, se c’è lui mi interessa! E, infatti, si vede lo humor consueto, ma la storia non mi convince affatto. Questo Willy Wonka è troppo diverso dal personaggio folle (ma anche con delle tinte “nere”) che avevamo conosciuto: uno, cioè, che ti affascinava e ti metteva anche un po’ di timore. Qui no, qui è la quintessenza della bontà e la cosa stona. Notare una piccola questione morale: il cioccolato è nel film un eufemismo del denaro; quindi, chi mangia cioccolato è un avido, vizioso e assetato di denaro mentre chi lo produce per amore è un santo e quasi non vuole mangiare, qualcosa non torna! Il finale invece lo trovo molto riuscito.
Ritengo i dialoghi pigri perché ci sono quei classici momenti americani: «no, non servo a niente», «no non è vero tu sei importante», «ah davvero, che bello allora salviamo il mondo».
Mah, banali e finto profondi, si può fare di più per veicolare gli stessi messaggi. Epica la scena della lavanderia, le risate ci stanno, ma non molto di più. Ah, ecco, anche qui noi chiesa siamo l’emblema del male (e che non lo fai?) ma devo dire che ho comunque riso molto su questo (le implicazioni però cioccolato-denaro a riguardo non sono da poco).

Voto CinemaScopio: 6+

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Il Signore degli Anelli – Le due Torri

di P. Jackson; con E. Wood, I. McKellen, V. Mortensen

Film finale della trilogia tratta dal romanzo di Tolkien, siamo davanti all’epicità fatta pellicola! I due hobbit Frodo e Sam sono in cammino verso Mordor con la loro guida Gollum mentre il regno degli uomini si prepara allo scontro finale per la sopravvivenza della Terra di Mezzo in attesa di qualcuno che possa di nuovo brandire la spada dei re di Gondor. Un film unico, diverso da ogni altra cosa vista, un film che dura in realtà molto poco come trama e poi ha bisogno di più di un’ora di scene finali: sì la storia è talmente grande che mezzo film è un finale e va bene così, le emozioni sembrano calmarsi ma ad ogni scena una nuova lacrima. Imperdibile!

È ovvio che il termine “imperdibile” vale solo per chi ha visto (meglio se letto) e amato i capitoli precedenti. La potenza del valore delle relazioni umane è impareggiabile in questa storia, come lo è quello della Provvidenza (mai citata esplicitamente ma che passa attraverso le trame del racconto), Provvidenza che può esprimersi anche in colui che più è sbagliato e incastrato nella vita (mai giudicare prima del tempo). Ho visto questo film dopo aver già letto il libro quindi ricordo l’immensa attesa con cui mi recai al cinema, un film, una trilogia, che ogni tanto sento il bisogno di dover rivedere. Come scrivevo i mille finali, che in un altro film avrebbero dato fastidio, qui sembrano tutti necessari, dopo tanta guerra e male serve anche un degno saluto nel segno della pace e del bene. Una storia che entra nel cuore!

Voto CinemaScopio: 9 e ½

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