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Killers of the Flower Moon e Il Signore degli Anelli – Le due Torri

di Alberto Celani

Cinema

Killers of the Flower Moon

Regia di M. Scorsese, con L. Di Caprio, R. De Niro, L. Gladstone.

Anni ’20, la nazione Osage dei nativi americani diventa il popolo con il più alto PIL pro-capite al mondo grazie alla scoperta di giacimenti di petrolio sui loro possedimenti. Il governo li ritiene però “incompetenti” per cui ogni purosangue o mezzosangue deve avere un tutore bianco che gestisca le loro operazioni finanziarie. Ecco, già tanti di voi intravedranno la possibile trama di comportamenti fraudolenti a loro spese, ma come dice il titolo qui si va ben oltre: molti statunitensi sposano donne Osage e piano piano i nativi iniziano a morire in circostanze poco chiare così che i diritti petroliferi passino in mani bianche. Una storia del genere, raccontata da Scorsese e con questo cast: quando ci ricapita? Un film lungo (3 ore e 26 minuti!) ma avvincente e necessario. Da vedere assolutamente

Devo essere sincero, mi sono dovuto forzare a vedere questo film un po’ spaventato dalla durata e un po’ dalla sua trama non certo leggera. È un film grande, fatto da uno dei maggiori registi viventi, con immagini mozzafiato, una sceneggiatura potente e delle recitazioni forti. Ho apprezzato molto alcune scelte non scontate: se De Niro come vero antagonista è superbo, non ci si aspetterebbe di certo per Di Caprio un ruolo di protagonista/antagonista così misero. Ernest Burkhart, il suo personaggio, è la quintessenza dell’inettitudine, capace di “voler bene” e compiere il male con quell’innocenza colpevole che a mio modo di vedere è la parte più terrificante della storia. Ci sembra buono, ma non è buono, dice cose orribili e poi le compie ma ci pare anche un po’ vittima. Un ruolo strano, un personaggio anche scarsamente intelligente, ottima scelta mettere un grande attore in questo tipo di servizio. La Gladstone, Mollie Burkhart nel film, è la vera protagonista, noi vediamo tutto attraverso il suo sguardo innocente e tradito e soffriamo molto insieme a lei: meravigliosa! Direi che si potrebbe dividere il film in quattro parti: la vicenda, l’investigazione, il tribunale, l’epilogo. La parte nettamente più debole è l’investigazione, io l’avrei tagliata ulteriormente perché non necessaria allo sviluppo e perché l’FBI è dipinta con davvero molto poco carisma. L’epilogo è la parte meno importante, ma assolutamente geniale, un ottimo escamotage narrativo per concludere un film così intenso (e a tratti pesante). Con mezz’ora di film in meno sarebbe stato perfetto, ma non fatevi scoraggiare: ne vale la pena!

Voto CinemaScopio: 9-

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Il Signore degli Anelli – Le due Torri

di P. Jackson; con E. Wood, I. McKellen, V. Mortensen

Secondo film di una delle trilogie più importanti nella storia del cinema recente. Un altro capolavoro di epica fantasy per la pellicola più “itinerante” delle tre. Finalmente iniziamo a conoscere Gollum, un vero “tesoro” di personaggio e, inoltre, abbiamo una delle battaglie cinematografiche notturne più intense di sempre: quella del fosso di Elm. Il male dell’anello inizia pesantemente a minare l’innocenza dei personaggi ma «c’è del buono in questo mondo… è giusto combattere per questo».

Come ho già detto nel precedente numero devo davvero tantissimo al Signore degli Anelli per il mio amore per il cinema e per la narrativa. Questo film non fa eccezioni per epicità, profondità dei caratteri, universalità delle implicazioni antropologiche e per la qualità registica, della sceneggiatura, della colonna sonora e per gli attori coinvolti. Per me qui spicca il sottovalutato personaggio di Re Theoden interpretato da un fantastico Bernard Hill, ma soprattutto il sopracitato Gollum di Andy Serkis. Nonostante ciò è il mio film meno amato dei tre per alcune ragioni: come film mediano soffre molto della sua assenza di un vero e proprio “prologo” e di un degno finale, inoltre sbaglia nel tagliare la fine di Saruman, vero nemico di questo film (che c’è nella versione estesa ma che non mi convince pienamente). In ogni caso un film leggendario.

Voto CinemaScopio: 8 e ½

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